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Somma Vesuviana, Di Sarno il sindaco facente funzioni che porterà la città al voto

Fonti attendibili sostengono che non vi sarà alcuna comunicazione dalla Prefettura, ci si atterrà dunque al Tuel: il vicesindaco in carica sulla prima poltrona di Palazzo Torino. A lui spetterà arginare le emergenze.

Se fossero scaduti i venti giorni canonici che avrebbero reso definitive le dimissioni, ora ci sarebbe già a Somma Vesuviana il commissario prefettizio. Ma Raffaele Allocca è morto da sindaco, ed è stato anche salutato come tale, dunque è nell’ordine delle cose che il suo “secondo” faccia, fino alla prima data utile per indire nuove elezioni, le funzioni di primo cittadino. Domani, infatti (venerdì 7 febbraio), sarà convocata la prima giunta comunale e non è detto che da qui a maggio, data in cui Somma Vesuviana dovrebbe tornare alle urne, la composizione dell’esecutivo non possa cambiare. Le prerogative il vicesindaco, ora sindaco, le ha tutte, i poteri anche.

Ed è possibile, nonostante, ancora l’interpretazione della normativa non sia del tutto chiara, che dalla Prefettura non si disponga alcuna comunicazione, ratificando dunque con il silenzio il proseguimento della consiliatura da qui a maggio con le redini salde nelle mani di Di Sarno. Il primo grattacapo che gli toccherà riguarda di sicuro la Tares e la sorta di sollevazione popolare, che si ripercuote tutta anche sui social network, rispetto agli aumenti. I 125 mila euro stanziati per alleggerire il carico di 700 famiglie meno abbienti non sembrano affatto essere bastati a calmierare gli animi: l’aumento approvato con il bilancio di dicembre scorso sta mostrando ora tutti gli effetti con l’arrivo delle cartelle esattoriali.

E se i cittadini “piangono”, i commercianti non ridono giacchè gli aumenti riguardano soprattutto quelle attività che producono più immondizia. Per dirne una e farla breve: un commerciante di frutta fresca e verdura pagherà di più di chi smercia, ed è un esempio, frutta secca. Le file per chiedere la rateizzazione si allungano, del resto chi è che al giorno d’oggi può sborsare senza battere ciglio centinaia di euro? Perciò, la terza rata Tares può essere così rateizzata: da 200 a 400 euro in due rate, da 400 a 800 euro in tre rate, da 800 a 1200 euro in quattro rate, da 1201 euro a 1500 euro in cinque rate e per la soglia che supera i 1500 euro si potrà dividere la somma in tranche di sei rate.
(Fonte foto: Rete internet)

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