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Sant’Anastasia, monta la polemica per la nuova probabile destinazione della caserma dei Carabinieri

Gli uomini dell’Arma devono lasciare la sede di via D’Auria ed il sindaco Abete sta valutando la possibilità di ospitarli presso il Centro Liguori, con la disapprovazione degli operatori del centro e del Pd.

I Carabinieri di Sant’Anastasia, per questioni legate alle difficoltà di pagamento dell’affitto, devono lasciare l’appartamento di via D’Auria e trovare una collocazione consona alle loro esigenze.

L’amministrazione Abete, informata della questione, insieme all’ufficio Tecnico ha paventato la possibilità di ospitare gli uomini dell’Arma presso il Centro Giuseppe Liguori, (centro polifunzionale di sostegno, formazione ed integrazione per minori e i disabili) nel quale operano in maniera attiva e costante le associazioni Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Associazione dilettantistica sportiva Real Vesuviana, Solidarte, Qua la mano, Annabella e M.I.R.

«Al momento i locali del Centro Liguori sembrano essere la soluzione più plausibile. Bisognerebbe apportare modifiche all’edificio di via San Giuseppe lasciando il salone grande e le aule annesse alle attività delle associazioni, sistemando l’ingresso per i loro utenti; il resto dell’edificio, come il refettorio e il primo piano sarà adibito ad accogliere i Carabinieri – ha spiegato il sindaco Abete – Stiamo pensando di prendere un fitto dagli uomini dell’Arma e di inserirlo nei Capitoli dedicati alle Politiche Sociali».

Il primo cittadino neoeletto rassicura però gli operatori e gli utenti delle associazioni che operano nel Centro Liguori affermando testuale: «L’unica associazione a dover abbandonare la struttura è il Nucleo di Protezione Civile che si è mostrato sensibile alla problematica e per il quale stiamo cercando un’altra collocazione. Le altre associazioni perderebbero solo una parte dello spazio finora utilizzato e facendo un sondaggio, pare di capire che esso sia sufficiente per svolgere tutte le loro attività proposte per quest’anno».

«Da un lato non possiamo permetterci di subire in modo passivo la perdita dei Carabinieri qui, di grande importanza per la sicurezza e la tutela di cittadini e territorio e dall’altro gli operanti del Centro dovrebbero essere più comprensivi e solidali con i cittadini e l’amministrazione. Non c’è nulla di definitivo – conclude il sindaco Abete – siamo ancora a delle valutazioni. Nel prossimo consiglio comunale di fine settembre non ci sarà nessuna delibera di indirizzo in merito. Una volta fatta una cernita degli edifici idonei per la Caserma, porteremo la condivisione all’attenzione della pubblica assise».

A proposito della nuova Caserma dei Carabinieri in via Libero Grassi, Abete ha affermato che «è ad un punto non avanzato. E’ stato individuato il suolo e fatta la variante allo strumento urbanistico per utilità sociale tipo caserma. Doveva essere presentato il progetto che doveva essere finanziato ma non ci sono al momento buone notizie immediate; pare che potrebbe esserci una buona notizia per i fondi europei. In un modo o nell’altro la Caserma la costruiremo ma non mi sbilancio sui tempi».

Contrari alla scelta del sindaco Abete sono gli operatori del centro e tra essi abbiamo ascoltato Giuseppe Fornaro, rappresentante dell’Unione dei ciechi e degli ipovedenti, il quale afferma che «il sindaco Abete ha sempre asserito in campagna elettorale di voler potenziare il Centro Liguori e non di ridimensionarlo. Si potrebbe trovare un altro appartamento oppure ospitare i Carabinieri presso la sede dei Vigili e dell’ufficio Tecnico in via Primicerio».

«Perderemo la sala informatica al piano superiore dove abbiamo pc, stampante Braille, il refettorio e l’ingresso principale. Così – spiega Fornaro – tutte le associazioni condivideranno lo stesso spazio insieme, trasformandosi in una sorta di piazza senza controllo. Il paradosso è che i Carabinieri non pagano l’affitto in via D’Auria, figuriamoci se lo pagheranno nella nuova sede. Smantellare il Centro in due vuol dire tornare di diversi passi indietro. Ci siamo tutti impegnati tanto per una buona collaborazione tra le associazioni e proprio ora che stava funzionando… Spero che l’assessore al ramo (Cettina Giliberti, ndr), si renda conto che questa è l’ ultima scelta da considerare».

Pollice in giù alla possibile soluzione optata dal sindaco Abete anche dal Partito Democratico: la segretaria Grazia Tatarella ci ha dichiarato che «il Centro Liguori deve essere un luogo riservato a tutte quelle associazioni che lo utilizzano per le attività» e che vada trovata un’altra collocazione per i Carabinieri «come la sede dei Vigili di via Primicerio, sempre però in condizione transitoria perché gli uomini dell’Arma vanno messi in una condizione migliore rispetto a quella in cui stanno ora. L’edificio di via San Giuseppe non va preso in considerazione e poi inserire lì i Carabinieri vuol dire sfrattare qualcuno».

Andando indietro con la memoria, lo stabile di via Primicerio nasce proprio per essere la nuova caserma dei Carabinieri di Sant’Anastasia però gli stessi obiettarono sostenendo che la struttura non fosse idonea alle loro esigenze. Erano i primi anni del 1980. E dopo trent’anni, il problema non è stato risolto, i Carabinieri ancora non hanno una caserma degna del lavoro che svolgono. La cronaca di quegli anni ci ricorda che il progetto della Caserma fu poi abbandonato ed il Comune rischiava di pagare una grossa penale ai proprietari del terreno che fu espropriato per uso pubblico.

«Con la giunta Iervolino – ricorda Giovanni Barone del Pd – ripresero i lavori: si appianò la situazione con i proprietari e la struttura finita fu adibita agli uffici comunali ed ai Vigili Urbani. L’ex sindaco Iervolino aveva ereditato una situazione drammatica dalle amministrazioni in cui Carmine Esposito (sindaco precedente ad Abete, ndr) era vicesindaco».

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