Nonostante la contrarietà di una parte della popolazione, si sta provando ad aprire il cantiere per avviare i lavori per l’isola ecologica. Neanastasis invita il sindaco a tornare sui suoi passi.
Nel corso del consiglio comunale dell’8 agosto 2012, su proposta del consigliere Carmine Capuano, il Sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito, si impegnò a convocare un nuovo consiglio comunale monotematico dedicato alla travagliata questione dell’isola ecologica. Avremmo sperato che, finalmente, si discutesse alla luce del sole dell’intera vicenda, partendo dalla scelta del primo sito individuato dal sindaco Carmine Pone e discutendo delle motivazioni che hanno portato alla delibera N.178 del 5/10/2010 con la quale si è scelto il nuovo sito confinante con la scuola Elsa Morante.
Il giorno 20 settembre si è invece, inaspettatamente, proceduto all’abbattimento degli alberi situati nel nuovo sito dove dovrebbe nascere l’isola ecologica, operazione preparatoria per l’apertura del cantiere che si è tentato di fare lunedì 24 settembre (con una forte e decisa opposizione dei cittadini). Ci chiediamo: dove siano finiti gli impegni presi pubblicamente nel consiglio comunale dell’8 agosto? Perché il Sindaco inonda il paese di manifesti inutili ripetendo fino alla nausea le sue “fantomatiche vittorie” sulla zona rossa mentre fugge dinanzi alla sue stesse promesse?
Se il Sindaco non avesse cambiato le carte in tavola oggi l’isola ecologica sarebbe già una realtà. Era del tutto prevedibile che il cambiamento del sito (con le motivazioni deboli riportate nella delibera N.178) avrebbe innescato altre e più intense proteste da parte di altri cittadini. Difatti si è venuto a creare un clima di tensione che sta spaccando il paese in due: chi vuole realizzare l’isola ecologica a tutti i costi (senza nemmeno chiedersi perché non si sia realizzata nel primo sito individuato) e chi invece non vuole piegarsi a questo immotivato cambiamento nato, verosimilmente, per aver voluto favorire un consigliere di maggioranza.
Il Sindaco dovrebbe avere il buon senso di fermarsi e smetterla di mostrare i muscoli anche perché la sua ostinazione rischia di portarlo anche in un vicolo cieco di tipo finanziario non essendo più chiari i tempi e le modalità con le quali la Provincia darà il finanziamento (vedi spending review). Non vorremmo così, dopo la villa comunale, assistere ad un’altra opera pubblica incompiuta.
Tornare sui propri passi non sempre è una sconfitta. Anzi può essere una prova di coraggio specialmente se lo si fa per il bene di “tutti”.
Un approccio basato sulla condivisione di tutti i partiti e supportata da una attenta e oggettiva analisi tecnica sui possibili siti, potrebbe portare ad una scelta forte, autorevole ed equa e, soprattutto, senza né vinti né vincitori capace di riconciliare una comunità, ingiustamente, lacerata da divisioni.
Associazione civica neAnastasis

