I cittadini residenti nel Parco del Sole denunciano la pericolosità della cavità, risultato di un tentato abuso edilizio, diventata ormai sede di sversamenti abusivi e simbolo di sporcizia e non curanza. Fotogallery all’interno
Sono diversi gli interventi di bonifica effettuati negli ultimi due anni dall’amministrazione a guida Esposito al fine di garantire ai propri cittadini una città più sicura e vivibile.
A quanto si legge dalle note diramate dall’Ufficio Stampa comunale, tali azioni sono alcune delle priorità perseguite dal primo cittadino al quale, forse, sarà sfuggita la presenza del cosiddetto "fosso" del Boschetto (all’incrocio tra via Amendola e via De Gasperi) che, stando a quanto ci è stato segnalato da alcuni abitanti del confinante Parco del Sole, rappresenta il risultato di un tentativo di abuso edilizio risalente a più di 25 anni fa e provoca non pochi disagi alle persone del luogo.
«Già nel luglio 2011 presentammo una denuncia/esposto al Servizio Igiene – Consigliere Mario Gifuni e per conoscenza sindaco Esposito, per segnalare ancora una volta la presenza del fosso confinante di proprietà della SO.FI.COOP. s.r.l. a causa del quale si verificano invasioni di insetti, ratti e zecche che sono nocivi per salute degli abitanti – hanno dichiarato ai nostri taccuini Nicola Acanfora e Francesco Guerriero, residenti del Parco del Sole – Sottolineammo, in particolare, che la vegetazione dello stesso fosso, composta per lo più di rovi, aveva completamente invaso i marciapiedi e la sede stradale, provocando notevoli danni alle stesse strutture. Su nostra sollecitazione fu effettuata una pulizia molto superficiale e messa una recinzione molto labile ma a tutt’oggi nonostante le continue sollecitazioni a questa ed alle precedenti amministrazioni, non sono state intraprese azioni concrete per la risoluzione di questo annoso problema».
Ci siamo recati sul posto ed abbiamo constatato l’effettiva presenza di questa enorme zona, composta da una fitta vegetazione e richiamo irresistibile di sversamenti illeciti di rifiuti, come si evince dalle foto in allegato. Manca intorno un’adeguata protezione per evitare eventuali cadute accidentali nel fosso. Il degrado della zona in questione, però, non è dovuto solo alla presenza di questa cavità naturale mai ripulita ma anche ai marciapiedi impraticabili, agli alberi non curati e pericolanti, al mancato spazzamento ed alla presenza di alcuni rifiuti disseminati per le strade.
«Non dobbiamo sottovalutare il fatto che diverse volte i ragazzi si introducono nell’area per recuperare i palloni e per fortuna se la sono cavati solo con graffi diffusi sulle gambe – hanno concluso i due cittadini – I danni possono essere peggiori in quanto la vegetazione non rende visibile l’inizio dello strapiombo. Pochi giorni fa, inoltre, si è presentato un ulteriore pericolo: un incendio stroncato grazie alla prontezza di cinque abitanti del fabbricato adiacente».


