Una nuova realtà di cittadinanza attiva nasce tra San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, in via Piromallo si istituisce il comitato civico “Liberiamoci dal male”.
Un nuovo movimento nasce nel Vesuviano, un nuovo impeto dal basso, un sussulto per contrastare la condanna a morte della nostra Terra. I recenti fatti della Terra dei Fuochi, balzati alla ribalta di una cronaca più assopita che mai, hanno avuto il pregio di mettere in luce, una volta per tutte, lo scempio della Terra di Lavoro, ma col rischio di ridurre esclusivamente a quell’area un ben più vasto problema. L’ambito del disastro ambientale perpetrato a danno di chi vive tra il Mare e il Vesuvio è infatti vasto e abbraccia tutta l’area vesuviana.
Lo scopo di questo nuovo movimento, costituitosi in comitato e denominatosi “Liberiamoci dal male” per l’esplicito rigetto della temibile malattia, è quello di una reazione civica contro la cecità amministrativa, quella che si fa forza sul luogo comune e talvolta sul sottaciuto e omertoso consenso dei più, e nega lo scempio del proprio territorio.
Sì, anche il Vesuviano langue come il Casertano, anche sotto il Vesuvio, per chi se ne fosse dimenticato, esistono le discariche, anche nel Parco Nazionale del Vesuvio, unico caso al mondo, lo stato ha sversato i suoi rifiuti nella sua area protetta, e molti dei suoi abitanti continuano a farlo col tacito assenso delle amministrazioni locali, incapaci di gestire una politica dei rifiuti concreta se non inesistente. Anche qui da noi, e i più recenti studi lo dimostrano, si muore per il cancro a causa delle discariche, anche qui da noi la vita per taluni incomincia ad essere un lusso.
Lo scopo di questa neocostituita associazione, fatta di semplici cittadini, è quello di mettere insieme gli elementi di una società civile, fin troppo frammentata e fin troppo litigiosa. Ha l’intento di reagire contro indifferenza e fatalismo, con l’organizzazione di gruppi coesi e attivi, che in base alla loro volontà e alle loro competenze potranno dare un apporto per mettere in luce una situazione troppo nascosta o negata.
La riunione di ieri sera ha tutto sommato soddisfatto Mariella Cozzolino, presidentessa del comitato così come gli altri membri del direttivo del costituendo comitato; partire non è mai facile ma loro l’hanno fatto e, speranzosi per la riunione del prossimo venerdì, traggono le somme di questo primo incontro, fiduciosi di essere operativi quanto prima. Alla riunione sono intervenute una trentina di persone che hanno instaurato in linea di massima un dialogo costruttivo e propenso ad affrontare fattivamente le varie problematiche relative all’inquinamento territoriale, i pochi politici presenti sono rimasti cittadini qualunque, senza quelle antipatiche prerogative che generalmente li contraddistinguono.
Tra le istanze dei presenti spiccano quelle di Bernardo di San Sebastiano, il quale sottolinea il rischio dell’inquinamento della falda acquifera locale, soprattutto nella zona di San Vito e quella delle Lave Novelle, ma ci incoraggia anche, con un elemento di speranza, quello della lotta contro una discarica sostenuta dal padre Enrico, colui che da solo la spuntò contro il comune di Ercolano, Portici e i temibili La Marca, famiglia che negli anni settanta faceva il buono e il cattivo tempo all’ombra del Vesuvio.
Poi c’è Giuseppe, un militare deluso dalle istituzioni, che ci consiglia di diffidarne e che prospetta la possibilità dell’istituzione di ronde e di un monitoraggio delle aree critiche, il tutto interfacciandosi con le forze dell’ordine. Poi ancora, Antonio che spera nell’abbattimento degli imballaggi e una visione meno consumistica della nostra esistenza. Enzo, che, tra una cosa e l’altra, chiede invece una mappatura di quelle zone produttive non intaccate dall’inquinamento, per una loro opportuna tutela. Tutti hanno detto la loro, tutti sono invitati la prossima settimana per far grande questa storia.

