Il comando di Polizia Locale del comune vesuviano ha lanciato un programma da tolleranza zero ma il lavoro da fare è enorme. In molte zone lo Stato è assente.
Dai primi di ottobre il personale della Municipale, agli ordini del Dott. Ciro Cirillo, ha lanciato una grossa operazione contro le infrazioni al codice della strada. Sono stati allestiti una serie di posti di blocco, in particolar modo nelle vie del centro, e nella rete sono caduti decine di automobilisti indisciplinati. Fra questi sono stati segnalati quattro casi in cui l’assicurazione RCA del veicolo era o scaduta o addirittura falsa.
I caschi bianchi Vesuviani hanno immediatamente sequestrato i veicoli ed elevato contravvenzioni, che possono arrivare fino a 3.366 euro oltre alla denuncia penale e per finire li hanno anche denunciati alla IVASS (ex ISVAP) affinché le assicurazioni truffate possano rivalersi sugli automobilisti fuorilegge. Il problema delle assicurazioni in Italia, e in particolar modo al Sud, è enorme. Le Compagnie applicano tariffe da vero strozzinaggio che spesso puzzano di speculazione visto che le associazioni dei cittadini da anni denunciano un calo vertiginoso degli incidenti coperti da RCA, ma le assicurazioni,sostenute da un sistema legislativo corporativo, non sentono ragioni,ogni anno aumentano il costo dei premi.
Il risultato di questa attività, in cui lo Stato fa la parte dello spettatore, è che molti veicoli in circolazione sono senza copertura RCA. Si stima che circa 3 auto su 10 siano fuorilegge, mentre fra i veicoli a due ruote la percentuale sale ad oltre il 50%. Le cause di questi comportamenti assurdi da parte degli automobilisti vanno ricercate nella stringente crisi economica, ma anche nei pochi controlli messi in atto dalle forze dell’ordine. A San Giuseppe Vesuviano il rispetto delle norme del codice della strada non è basso, è quasi inesistente. Circolare per le vie cittadine è sempre più un rischio, si va dalla classica sosta selvaggia alla guida contro mano fino al mancato rispetto dello stop e di qualsiasi segnale di divieto.
Transitare sulle strade dove hanno sede grosse attività commerciali, sanitarie o i bar della movida non solo comporta una notevole perdita di tempo ma è anche un grosso rischio. Basta uno sguardo di troppo rivolto ai tanti automobilisti in sosta selvaggia e partono le risse. Fu proprio per un banale motivo di viabilità che a Via Croce Rossa ci scappò il morto nell’ottobre 2010. Ma dove la situazione ha superato ogni umana tolleranza è in Piazza Elena D’Aosta dove ha sede il comando Polizia Locale. Tutte le sere, in particolar modo il sabato e la domenica, centinaia di ragazzini in sella ai motorini o alla guida delle macchinine si impegnano in un rodeo intorno alla villa comunale, schivando centinaia di loro coetanei che fanno finta di passeggiare e invece si comportano come dei birilli umani in questa gara di abilità.
Fino ad ora molti sono stati gli incidenti lievi, per fortuna il morto non c’è stato ancora. Eppure alla Polizia Locale non servirebbero mezzi eccezionali, basterebbe uscire sulla porta dell’Ufficio e fermare il rodeo. Dal canto suo l’amministrazione Catapano sul versante della sicurezza stradale, esattamente come per la raccolta differenziata, punta solo sulle multe. Nessuna politica strutturale è stata messa in campo e tantomeno pensata, basta fare un giro per la città per rendersene conto: ognuno si comporta come a casa sua.
C’è il grossista che usa il marciapiede come appendice del negozio e le grandi imprese che lavorano senza parcheggio obbligando i loro clienti a comportarsi di conseguenza. Il lavoro da fare sul fronte della mobilità urbana è enorme; non bastano certo quattro verbali per affermare un risultato.


