Il documento è stato presentato dal Gruppo laico interdiocesano del Sabato Sera che ha come assistente ecclesiastico padre Giacinto Cataldo.
Il Gruppo laico interdiocesano del Sabato Sera non abbassa la guardia sui pericoli della Strada Statale 268 e per questo ha scritto alla Corte dei Conti ed al Prefetto chiedendo che si intervenga quanto prima con le giuste misure per evitare altre innocenti vittime.
Il gruppo in questione è coordinato da Fabio Fiorito ed ha come assistente ecclesiastico padre Giacinto Cataldo che in prima persona si è sempre battuto in merito allo svincolo realizzato a Madonna dell’Arco, mai aperto e tuttora inutilizzato, adiacente ai complessi abitativi della zona. «Lo svincolo è stato costruito con tutte le garanzie ANAS e il 14 novembre 1996 è stato aperto a titolo sperimentale al traffico ANAS con effetti benefici sia per la viabilità urbana che per i visitatori e per la stessa comunità civile (…) – si legge nel documento – Uno svincolo necessario per la pubblica utilità costruito con i soldi della comunità pagato oltre un miliardo di lire e poi con lamiere a spese della stessa collettività, costate soldi e sangue, pretestuosamente e arbitrariamente chiuso».
Per non dimenticare le vittime di quella che è stata non a caso battezzata "Statale della morte", il Gruppo del Sabato Sera lo scorso 2 novembre, dopo la visita al cimitero, ha organizzato una veglia presso la stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco, occasione sfruttata per ribadire «il valore assoluto della vita» ed il «disappunto davanti a promesse fatte anche a mezzo stampa dall’attuale Sindaco e non ancora mantenute per porre fine alla ingiusta e tragica usurpazione dello svincolo Anas della Statale 268 su "Via Larga" del Boschetto con viabilità garantita e già in uso», ha chiosato Fiorito.

