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Rifiuti, ecoballe ad Acerra: la rivolta delle mamme

Ieri mattina decine di donne hanno invaso il municipio. Vogliono bloccare i rifiuti provenienti da Coda di Volpe e diretti al forno dell’inceneritore.

I rifiuti del sito di stoccaggio di Coda di Volpe non hanno ancora raggiunto Acerra ma nella città dell’inceneritore già si sta scatenando la furia dei cittadini, che ieri mattina hanno invaso il municipio inveendo contro le istituzioni. I manifestanti minacciano il blocco del termovalorizzatore, nel cui forno dovranno essere incenerite le 10700 tonnellate di scarti accumulati nello sversatoio di Eboli durante le passate emergenze da incubo. Il piano regionale di rimozione dei siti di stoccaggio provvisori delle ecoballe contenenti frazione secca tritovagliata era iniziato a gennaio di quest’anno con lo svuotamento delle cave Amendola e Formisano, ad Ercolano, nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio, ed era culminato a luglio nell’eliminazione delle ecoballe della discarica di Ferrandelle, in provincia di Caserta.

Tutti scarti inghiottiti dall’inceneritore di Acerra. Ora che però devono iniziare le operazioni di svuotamento del sito ebolitano di Coda di Volpe, area a vocazione agricola della mozzarella di bufala campana, la popolazione acerrana è scesa sul piede di guerra. Ieri mattina infatti le mamme degli alunni delle elementari, dopo aver lasciato i loro bambini a scuola, si sono dirette minacciosamente verso il municipio. Le donne, circa un centinaio, hanno invaso l’atrio d’ingresso dell’edificio urlando a squarciagola il “ritornello” “vergogna-vergogna, fuori di qui “. Parole indirizzate alle istituzioni e che hanno dato la misura della tensione raggiunta ad Acerra. Alla fine l’assessore all’ambiente del comune, Vincenzo Angelico, è riuscito a imporre una sorta di tregua armata convocando le donne a un successivo confronto pomeridiano nella sala del consiglio comunale. ” Le ecoballe di Coda di Volpe non hanno ancora raggiunto il termovalorizzatore”, ha fatto sapere nel corso del faccia a faccia l’assessore.

“Vogliamo avere garanzie, vogliamo vedere cosa c’è dentro l’immondizia che volete bruciare “, la richiesta delle mamme. Venerdi, dopodomani, la questione sarà approfondita durante l’assemblea cittadina già programmata alcuni giorni fa per discutere di altri argomenti. Nel frattempo le popolazioni che gravitano attorno al sito di Coda di Volpe si stanno lamentando del rallentamento imposto ai lavori di rimozione dello stoccaggio, rallentamento probabilmente dovuto alle tensioni di Acerra. Le paure sono alimentate dall’affidabilità dei controlli. ” Come possiamo fidarci della Regione – hanno urlato le mamme di Acerra – quando questa dovrebbe controllare l’inceneritore di cui è proprietaria: c’è conflitto d’interessi “. La situazione rischia di precipitare. Si profila il blocco degli ingressi del termovalorizzatore da parte degli ambientalisti locali.

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