Per anni ha guidato l’istituto superiore di Sant’Anastasia, lasciando un segno profondo nel mondo della scuola. Docenti, studenti e famiglie lo ricordano come un educatore capace di trasformare l’istituto in una comunità fondata sul dialogo e sulla crescita delle persone.
SOMMA VESUVIANA – C’è un dolore che attraversa in queste ore il mondo della scuola vesuviana. È quello per la scomparsa del professor Antonio De Michele, storico dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luca Pacioli” di Sant’Anastasia, figura che ha rappresentato per anni un punto di riferimento per migliaia di studenti, insegnanti e famiglie.
La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione non solo a Somma Vesuviana, città alla quale era profondamente legato, ma anche a Sant’Anastasia e in tutto il territorio vesuviano, dove il suo lungo percorso professionale gli aveva fatto conquistare la stima di colleghi e istituzioni.
Antonio De Michele arrivò alla guida del Luca Pacioli nel 2013, assumendo la direzione di un istituto che negli anni successivi avrebbe conosciuto una significativa crescita, sia sotto il profilo dell’offerta formativa sia per il numero degli iscritti. La sua esperienza alla guida della scuola si è conclusa con il pensionamento nel 2021, quando gli è subentrata la dirigente Rosalba Sorrentino.
In quegli anni il “Pacioli” consolidò il proprio ruolo di polo scolastico di riferimento per un vasto comprensorio, accogliendo studenti provenienti non soltanto da Sant’Anastasia ma anche da Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Cercola, Massa di Somma e altri comuni limitrofi.
Chi ha lavorato con lui lo ricorda come un dirigente capace di coniugare rigore e umanità. Un uomo che vedeva nella scuola non soltanto un luogo di istruzione, ma una comunità educativa nella quale ogni componente – docenti, personale amministrativo, studenti e famiglie – doveva sentirsi parte di un progetto comune.
La sua attenzione era rivolta soprattutto ai giovani. Numerose le iniziative promosse durante il suo mandato per valorizzare il merito, come il “Premio Pacioli”, nato proprio da una sua idea per riconoscere l’impegno degli studenti diplomatisi con i migliori risultati e trasmettere il valore dello studio come strumento di crescita personale e sociale.
Nel corso della sua carriera De Michele si è distinto anche per l’impegno nel difendere e rilanciare l’identità dell’istituto in anni non sempre semplici, affrontando con determinazione le difficoltà del sistema scolastico e promuovendo un’offerta formativa sempre più ampia e aperta al territorio.
Accanto alle qualità professionali, in queste ore emerge con forza anche il ricordo dell’uomo. I messaggi di cordoglio lo descrivono come una persona di grande cultura, disponibile all’ascolto, rispettosa dei rapporti umani e capace di instaurare un dialogo autentico con studenti e colleghi.
Per molti ex alunni resterà il preside che conosceva i nomi dei ragazzi, che incoraggiava chi attraversava un momento difficile e che vedeva nell’educazione uno strumento per costruire cittadini consapevoli prima ancora che studenti preparati.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo in una comunità scolastica che continua a riconoscersi nei valori che ha trasmesso durante gli anni della sua dirigenza: il rispetto, il senso delle istituzioni, il merito, l’inclusione e la convinzione che la scuola debba essere prima di tutto un luogo capace di accogliere e far crescere le persone.
Oggi Somma Vesuviana, Sant’Anastasia e l’intero territorio vesuviano salutano un uomo che ha dedicato la propria vita alla formazione delle nuove generazioni.
Perché il lavoro di un dirigente scolastico non si misura soltanto negli anni trascorsi dietro una scrivania, ma nelle migliaia di vite che ha contribuito, con discrezione e competenza, ad accompagnare verso il futuro.
(fonte foto: rete internet)








