L’attività dell’Assessorato alla Cultura, l’impegno delle Scuole. Un affollato convegno nell’aula consiliare “P.Cappuccio”. L’ esposizione di documenti dell’archivio. Le “Signore del Vesuvio” di oggi e di ieri. I problemi dell’economia vitivinicola.
Venerdì 24 ottobre un convegno sui vini del Vesuvio ha concluso una lunga sequenza di manifestazioni culturali organizzate dall’ Amministrazione Comunale e dall’ assessore al ramo, prof.ssa Marilina Perna. A cui va riconosciuto il merito storico di aver fatto sì che fossero gli alunni del Liceo “A.Diaz” a illustrare ai visitatori i tesori d’arte delle Chiese di Ottaviano, e ad aprire – è l’augurio di tutti – una stagione nuova nella storia delle relazioni tra Scuole e Territorio: mi pare che in questa direzione vadano le idee e i progetti del prof. Antonio Alvino, Dirigente del Liceo, del prof. Michele Montella, Dirigente dell’I.C.” D’ Aosta”, del prof. Gennaro Pascale, Dirigente dell’Isis ” Luigi De Medici”, un Istituto che è per la nostra città, e per tutto il territorio, una risorsa di eccezionale valore. Ma ben poco potrebbero fare i Dirigenti, se i docenti non svolgessero il lavoro sul campo con passione e con competenza: e infatti l’ assessore prof.ssa Perna ha ringraziato tutti i colleghi per l’impegno profuso nella conduzione delle giornate culturali. Una collaborazione intensa nell’organizzare il ricco calendario hanno offerto all’ assessore la prof.ssa Maria Vittoria Criscione e la prof.ssa Rita Aprile.
Il convegno di venerdì, coordinato da Francesco Gravetti, si è aperto con i saluti della prof.ssa Perna, e si è sviluppato attraverso i contributi preziosi delle due relatrici, la dott.ssa Giovanna Ambrosio, di “Villa Dora”, e la dott.ssa Antonella Monaco, dell’ Università di Portici, impareggiabile studiosa della storia, della natura e del carattere dei vini del Vesuvio. I loro interventi hanno raccontato le complesse vicende dell’enologia vesuviana, i problemi del presente, i progetti per l’immediato futuro, il valore incredibile di un’attività che si configura da sempre come una vera e propria civiltà, antica quanto nessun’altra in Italia, e oggi più vitale di ieri. Non è stato il caso a volere che le Signore fossero protagoniste del convegno. In questo momento le donne svolgono un ruolo importante nell’amministrazione delle aziende vinicole vesuviane e nello studio di tecniche di produzione che siano innovative e nello stesso tempo rispettose delle magnifiche tradizioni. Penso alla dolcezza impetuosa e volitiva di Rossella Romano, della “Fiore Romano”, penso alla dott.ssa Benny Sorrentino, la prima donna campana ad acquisire il titolo di enologa, e a Miriam Siglioccolo, di ” Terre di Sylva Mala”.
Esse sono le luminose eredi di quelle Signore del Vesuvio che già nel secondo Ottocento si interessarono dell’economia vitivinicola: la marchesa Serafina Cappelli, la principessa Angelica Caterina Jourdan Muscettola, Angelica de’ Medici, Giuseppina Casillo, moglie di Andrea Galliano. Senza dimenticare le signore “pompeiane” che lasciarono la vita e i gioielli nelle “ville” di Boscoreale e di Terzigno incenerite dall’eruzione del 79 d.C.
Nei corridoi del Municipio sono stati esposti al pubblico alcuni documenti storici. Notevoli quelli della Vetreria Scudieri di Ottajano, che produceva “bottiglie, bottiglioni, damigiane e damigiane vestite”. Nelle carte, del marzo del 1909, vi è l’elenco degli operai e degli impiegati: tutti parteciparono alla “sottoscrizione pro Calabria” e misero insieme circa 500 lire per Messina e per Reggio devastate dal terremoto. Risulta dal documento che a quella data lavoravano nella ditta 103 persone: era una delle vetrerie più grandi del Sud.
Le Signore hanno detto cose importanti. Le hanno dette con modi signorili. Se avesse preso la parola qualche maleducato “faccituosto” presente in sala, avrebbe fatto l’elenco delle cose urgenti di cui hanno bisogno in questo momento l’economia vitivinicola vesuviana e i fondamentali settori dell’agriturismo e del turismo enologico: strade decenti; lo snellimento dei percorsi burocratici; la tutela del nome “lacrima Christi”; una campagna di promozione del territorio, che non gode,oggi, di buona stampa. Io avrei chiesto l’applauso per la comunità di Ottaviano che consente agli uccellini del Somma di dormire sonni tranquilli, che lascia che i sentieri interpoderali scompaiano sotto giganteschi grovigli di sterpi, mentre in altre parti del territorio vesuviano questi sentieri vengono sgombrati e allargati e perciò permettono ai proprietari di raggiungere i fondi e di coltivarvi le viti. Ma Ottaviano ha un progetto segreto, che qui finalmente viene svelato: noi ci aspettiamo che nella nostra Montagna un giorno non lontano tornino i lupi.
E perciò prepariamo l’ambiente adatto ad accoglierli.

