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Rifiuti, Acerra e Caivano: mai nell’ATO con Napoli

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Le giunte dei due comuni dell’hinterland si oppongono all’ingresso nell’Ambito Territoriale Ottimale insieme al capoluogo partenopeo. “Napoli avrebbe troppo potere”, affermano gli esecutivi “ribelli”.

Da più parti si fa pressing per dare attuazione alla normativa che regola il ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione degli ATO, i cosiddetti Ambiti Territoriali Ottimali, sorta di giurisdizioni in cui dovranno confluire decine di comuni.

Ma le giunte di Acerra e di Caivano si ribellano. Non vogliono far parte dell’Ambito che sarà guidato da Napoli per cui hanno chiesto ai loro rispettivi sindaci, Raffaele Lettieri e Antonio Falco, di non firmare la convenzione. Le maggioranze politiche che guidano questi due grossi centri dell’hinterland non vedono di buon occhio la più che probabile egemonia del capoluogo nelle scelte sullo smaltimento dei rifiuti e chiedono di far parte di ambiti che considerano “più omogenei”. Si parla di un netto gradimento per un’ eventuale aggregazione all’area nolana. Si vedrà.

L’A.T.O. regola l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti. I comuni di Acerra e di Caivano risultano inseriti dalla legge regionale numero 4 del 2007, modificata dalla legge regionale numero 5 del 27 gennaio 2014, nell’ A.T.O. con i comuni di Afragola, Cardito, Casalnuovo di Napoli, Casoria, Crispano, Frattaminore e, appunto, Napoli. Secondo quanto comunicato dalle municipalità “ribelli” e “ciascun sindaco, all’interno della conferenza d’ambito, esprime un numero di voti proporzionale al numero di abitanti del proprio comune” e “che quindi Napoli eserciterebbe un’egemonia poiché la sua popolazione è di circa un milione di abitanti, un numero che supera di gran lunga la popolazione di tutti gli altri centri dell’A.T.O. nel quale ricadrebbero anche Acerra e Caivano ”.

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