Il candidato a primo cittadino, sostenuto da PdL, FdI ed una lista civica, ci illustra i punti del suo programma elettorale. Giudica, inoltre, “pura e semplice operazione di marketing” l’esperienza della giunta Cuomo.
Definiti quali sono le liste ed i candidati sindaci che concorreranno per le amministrative del 26 e 27 maggio, proseguono i nostri approfondimenti volti a conoscere meglio i "portabandiera" degli schieramenti politici. Dopo Giovanni Erra del Movimento 5 Stelle (VEDI) abbiamo intervistato Vincenzo Ciotola, già consigliere di una certa esperienza, sostenuto dal Popolo della Libertà, Fratelli d’Italia e la lista civica denominata "Portici…mia".
Quali sono i motivi che l’hanno spinta a proporsi come candidato sindaco?
«Sono una persona che non è abituata a lamentarsi se le cose non vanno bene, dico sempre, anche ai miei figli, che ognuno, nel suo piccolo, è artefice del proprio futuro quindi vengono momenti in cui bisogna agire, rimboccarsi le maniche, metterci la faccia e portare avanti le proprie idee con coraggio e determinazione. Non penso che in politica e nei partiti ci sia solo del marcio…. C’è anche tanta gente onesta che ha dei forti valori e ritengo che queste persone, al di là delle appartenenze politiche, abbiano il dovere morale di uscire allo scoperto e proporsi per amministrare la cosa pubblica».
Su quali punti verterà il suo programma elettorale?
«Il programma è abbastanza articolato ma non è un” libro dei sogni”, tenendo conto della situazione economica-finanziaria in cui versa l’Ente si è partiti da una proposta di riduzione della pressione fiscale, si è cercato di dare massima attenzione alle tematiche ambientali, sociali e scolastiche, la sicurezza è un altro pilastro fondamentale così come il rilancio delle attività produttive (commercio) con l’attuazione dei centri commerciali naturali e non si è trascurato nemmeno l’immenso patrimonio architettonico e culturale che Portici possiede, creando un osservatorio».
In caso di ballottaggio ritiene possibili alleanze con altri schieramenti?
«È prematuro pensare al ballottaggio, la campagna elettorale è appena iniziata comunque i confronti e le compatibilità si verificano partendo dai programmi».
Qual è la prima cosa che farebbe una volta eletto sindaco?
«Non mi sono ancora posto questa domanda, cerco di vivere alla giornata….. un passo alla volta…».
Come giudica l’operato dell’amministrazione Cuomo?
«Una pura e semplice operazione di marketing…. tanto fumo… Ma sarebbe bello porre questa domanda ai tanti ex assessori ed ex consiglieri comunali di maggioranza della passata amministrazione passati ora ad altri lidi».
Perché i cittadini dovrebbero scegliere la discontinuità politica e dunque amministrativa?
«Per garantire un futuro migliore ai nostri figli, perché la legalità non sia solo un semplice slogan, perché si ponga la parola fine all’arroganza e alla prepotenza di una certa classe politica».

