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Portici. Angelo Frungillo: “La città pretende un ruolo da protagonista!”

L’impegno per la crescita della città in questo periodo di crisi, richiede idee semplici ma efficaci. Angelo Frungillo propone punti di vista alternativi e interessanti per lo sviluppo di Portici.

Le idee che si ascoltano in questi giorni di campagna elettorale, sono molteplici e quasi tutte, com’è giusto che sia, sono propense allo sviluppo economico e all’occupazione. In una città con ben cinquecentosessantasette candidati al consiglio comunale, è difficile carpire particolarità tali da fare la differenza tra le centinaia di voci che in questi giorni aleggiano tra le strade, tra i cartelloni (molti affissi abusivamente) e tra i social network.

Angelo Frungillo, uno dei candidati, nella lista Sel, con Nicola Marrone sindaco, propone una riflessione che in queste settimane sta iniziando a farsi largo tra le scelte della cittadinanza. “Portici non deve rassegnarsi ad un ruolo comprimario, deve pretendere di diventare un motore culturale”. Per il candidato, ogni idea, espressa in buona fede, per quanto possa essere valida, non tiene conto della valorizzazione del potere culturale di Portici. “Ci sono cose che forse non sono state dette con chiarezza. Il rischio del degrado morale è strettamente legato a quella scarsa fantasia nel voler immaginare una città che sfrutti le proprie risorse intellettuali. Penso, ad esempio, a dei punti aggregativi per i giovani, che non siano solo bar o locali serali, ma bensì music hall, teatri, centri di recitazione, di cabaret. La nostra arte non dovrà più dipendere dal capoluogo, dovranno esserci spazi pubblici per la musica, che diano la possibilità di esibirsi a chiunque voglia suonare in città”, prosegue Frungillo chiosando:

“Sono tantissimi i ragazzi che lo richiedono, ma siamo troppo impegnati a fare grandi promesse elettorali, piuttosto che soffermarci su quelle realizzazioni che non comporterebbero gravosi dispendi economici. Iniziative che allo stesso tempo riuscirebbero a introdurre innovazione, occupazione e crescita culturale. Stesso discorso vale per lo sport dei bambini, attività da esaltare, sia per la sua natura aggregativa, sia perché le attività sportive inducono a creare modelli postivi che distanziano le generazioni dai miti negativi, come quelli del crimine organizzato. L’idea più antica, cioè la forza della cultura, in realtà oggi si presenta come la più moderna e la più efficace, anche e soprattutto per garantire nuovi sbocchi professionali. Spazi culturali potranno prevedere progetti attrattivi per gli investitori, che avranno a che fare con una città piena di spazi pubblici in cui godere della buona musica, dello spettacolo in ogni sua forma, della pittura, della letteratura”.

Quattro i suoi punti di forza: attirare investimenti per lo sviluppo di attività ricreative e serali nel territorio porticese. Favorire l’accesso allo sport per tutti. Progetti per favorire la cultura della legalità da realizzare nelle scuole cittadine, e infine, rendere Portici un supporto strategico per il commercio e l’artigianato. Dopo un costante lavoro di osservazione, lavorando con i giovani e per i giovani, il candidato ha voluto con determinazione proporre un concetto semplice, e come tale quindi, poco illuminato dai riflettori di una campagna elettorale impegnata tra dibattiti accesi e coinvolgenti, in cui le soluzioni appaiano allettanti ma difficilmente concretizzabili.

“L’arte costa poco e frutta tantissimo, ed è proprio l’arte la parola nuova che, se associata a iniziative semplici su tutto il territorio, riuscirà di sicuro a creare un modello della città particolareggiato da zone di afflusso culturale, in cui la gente verrà da altre città per visitare un lungomare pieno di musicisti, oppure per partecipare a contest musicali, festival con premi promossi dal comune, ville vesuviane rese vive da attività speciali. Immaginate ad esempio se nella reggia di Portici fossero ideati interventi con vestiti dell’epoca adatti a quel contesto o se le televisioni regionali e nazionali riportassero la notizia che a Portici si organizzano costantemente spazi per l’espressione dell’arte”, aggiunge Angelo Frungillo concludendo:

“In questo modo si è sviluppata Barcellona, in questo modo si potrebbe tinteggiare di colore la nostra comunità, in questo modo si potrebbero sfruttare gli edifici inutilizzati del comune, senza dimenticare soprattutto, che in questo modo si svilupperebbe l’occupazione dei tanti ragazzi che hanno ancora voglia di immaginare un futuro fatto di occupazione, fatto di passioni, fatto di impegno e rispetto per la propria città. Quei tanti ragazzi che hanno ancora voglia di crederci, e perché no, che hanno ancora voglia di sognare. Questi sono sogni facilmente realizzabili per un comune così importante e così ricco di energia sociale”.
(Fonte foto: Rete Internet)

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