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Ponticelli. L’arte come comunicazione al servizio della fede

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Da cent’anni Ponticelli onora la Madonna della Neve. Ogni anno, il 10 agosto i fedeli portano in processione la statua della loro protettrice intonando una canzone a lei dedicata. FOTOGALLERY

Il 2 agosto del 1914 a Ponticelli ci fu l’incoronazione della statua lignea cinquecentesca della Madonna della Neve. Sono trascorsi 100 anni da quella data memorabile che sancì l’unione indissolubile tra la Vergine Maria e il popolo di Ponticelli che l’aveva eletta sua protettrice.
Cento anni sono passati da quel giorno. Cento anni, cento guerre, la maggior parte locali, due addirittura mondiali. Generazioni e generazioni di anime nate, vissute, smarrite, morte, protette, scomunicate, ritrovate, perse, vive. Tutte, più o meno, sotto la protezione del velo celeste della Vergine Maria.

E, per festeggiare questa protezione, ogni anno la domenica successiva al 5 Agosto il popoloso e difficile quartiere napoletano, un tempo remoto anche comune a se, si veste a festa e onora la sua protettrice.

A parte la celebrazione della messa, la copia della statua della madonna viene portata in processione per le vie del paese. La macchina della festa che la trasporta è un tronco di piramide quadrangolare di legno e cartongesso alta 16 metri e 60 centimetri con basi quadrate i cui lati misurano 2.20 e 1.50 metri, detta “Carro”. Sulla cima del Carro viene posta la statua della Madonna della Neve. Alla base c’è una specie di barca sulla quale ci sono uomini che raccolgono le offerte dei cittadini devoti. Sotto la barca ci sono grossi tronchi sui quali appoggia tutta la struttura. Il Carro viene sollevato e trascinato da circa 100 uomini che si alternano lungo le vie principali del paese.

La decorazione delle facciate del Carro dà un messaggio ai fedeli che varia di anno in anno, e per questo, ogni volta viene indetto un concorso che quest’anno è stato vinto da tre artisti del quartiere di Ponticelli, di fama europea, Umberto Manzo, Antonio Picardi e Vincenzo Rusciano.
In ogni facciata è rappresentata una scena. In quella anteriore con archi e volti umani accennati vengono richiamati i famosi “ponticelli”, piccoli ponti di diversa struttura che tanti anni fa collegavano il lato nord del quartiere alla via Argine, e i cortili caratteristici del suo vecchio nucleo.
Questa facciata sottolinea che il popolo di Ponticelli è rivolto a Maria.

Nelle facciate laterali ancora archi e decorazioni floreali che richiamano quelli che ricoprono il manto della madonna. Ponticelli sente di essere sotto il manto protettore di Maria.
La facciata posteriore celebra l’evento del centenario dell’Incoronazione con un angelo che porta una corona d’oro. Rappresenta la devozione e l’omaggio che Ponticelli offre a Maria Santissima.
I colori del Carro sono quelli mariani. Il celeste è il colore della tradizione mariana, l’oro è il simbolo della maternità divina di Maria e il bianco richiama il candore della neve.

E così domenica mattina 10 agosto 2014, alle ore 10.50 circa mentre la Madonnina saliva sulla cima del Carro per essere portata in giro per le vie del paese, i fedeli intonavano la canzone ad essa dedicata il cui ritornello, molto significativo, contiene un “permesso” al peccato con perdono incorporato.
“Siamo tutti peccatori, ma siamo figli tuoi, Madonna della Neve, prega per noi”.

Al di la di tutto, la Madonna, come ha fatto da sempre, pregherà per i suoi figli peccatori e li perdonerà. Nella sua preghiera il parroco, Don Ciro Cocozza, significando il bianco come simbolo di “Legalità”, ha auspicato sia un rinnovamento della fede, sia della legalità di tutta la comunità.
Perchè la legalità evidentemente combatte molti peccati.

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