A Ottaviano manca l’acqua, dalla mattina di sabato: ma tornerà, questo è certo:.

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Da sabato mattina manca l’acqua, il solito demone malvagio ha rotto il tubo dalle parti di Cercola. I soliti mormoratori protestano, invece di mettersi in cerca di fontanine, pozzi e sorgenti. Ma perchè non se ne vanno a mare?

Lo dissi e lo ripeto. La colpa è delle statue degli dèi pagani che stanno ancora sotto terra, che i tombaroli non sono ancora riusciti a scovare. Essendo, come diceva San Paolino di Nola, demoni malvagi, essi si divertono a fare scherzi: e c’è uno scherzo, stupido e fastidioso, che ripetono da anni, implacabili. In piena estate, e come se non bastasse, di sabato o di domenica, rompono il tubo, il tubo dell’acqua, quasi sempre nel Vesuviano interno. Chi sa perchè. Da ieri, che era sabato, a Ottaviano manca l’acqua.

Chi è riuscito a mettersi in contatto con gli uffici della “Gori”, ha appreso che l’acqua sarebbe tornata nella mattinata di oggi, che è domenica: ma l’acqua non è tornata. Verso le dieci mi reco nel Comado Vigili Urbani, e un vigile cortesissimo, come del resto lo sono tutti i vigili in servizio a Ottaviano, mi dice che un fax della Gori comunicava che l’acqua sarebbe tornata stamattina, ma è stato annunciato l’arrivo di un altro fax, in cui si darà notizia delle difficoltà che i tecnici stanno incontrando nel ripristinare a pieno regime il servizio su tutto il territorio di Ottaviano e di San Giuseppe. Si prevede che il problema verrà definitivamente risolto intorno a mezzogiorno. Ma alle ore 13.00 al Carmine i rubinetti sono ancora muti.

Ora, se la colpa della rottura è dei demoni malvagi, la colpa della lentezza del ripristino forse è nostra, perchè Ottaviano è in grande parte in salita, – avremmo potuto fermarci tutti in pianura -, e perchè parecchi sono gli edifici dotati di serbatoi. Inoltre, in troppi siamo rimasti a casa, questa estate, invece di andarcene a mare, come fanno in agosto tutte le persone normali. In verità, siamo rimasti perchè ci hanno detto che Ottaviano è un paese turistico, ormai: tanto che qui fa tappa anche il Grand Tour. Però questa cosa è necessaria farla sapere a quei demoni sciocchi, bisogna dirglielo che la smettano, con questo scherzo della rottura del tubo: se proprio non ne possono fare a meno, almeno non rompano il tubo sempre al di qua: vadano a romperlo anche al di là del Vesuvio.

Ora che Ottaviano è un paese turistico, pare opportuno che, quando manca l’acqua, l’ Amministrazione avverta i cittadini con manifesti, locandine e volantini, o anche per mezzo di un pubblico banditore, vestito come gli “arrevotapopule” di un tempo: per i turisti sarebbe una pacchia, e perciò mi permetto di allegare il disegno che Filippo Palizzi fece del “banditore del vino”: il sobrio abbigliamento va bene per tutti i banditori.

Gli Ottavianesi, mormoratori impareggiabili, avrebbero preteso anche rifornimenti d’emergenza. E già: Prima di tutto, funzionano le fontanine pubbliche: da quella che sta nei pressi del Comando Vigili stamattina zompava uno zampillo di acqua fresca e pura. E poi che cosa c’è di più bello che armarsi di ziri arciuli giarle fesine e zummare (vedi foto) e andare in cerca di pozzi e sorgenti ? Dice una leggenda che in territorio di Ottajano sgorgava una sorgente miracolosa, che si chiamava “Aletheia”, e cioè “La verità”. La verità dell’acqua. La conoscete, “la verità dell’acqua”?

LA CITTA’ INVOLONTARIA

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