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Pomigliano: mercatini cinesi ancora aperti, commercianti sul piede di guerra

Nonostante il blitz messo a segno dai carabinieri di Pomigliano, i negozi cinesi della città delle fabbriche continuano la loro attività, suscitando l’ira dei commercianti autoctoni.

I mercatini cinesi sono ancora aperti, stanno vendendo come se nulla fosse successo. E i commercianti protestano. Nonostante la maxioperazione antifrode messa a segno dai carabinieri nei negozi cinesi della città delle fabbriche gli esercenti asiatici continuano infatti a tenere aperte le attività.
Nel frattempo i negozianti autoctoni sono inviperiti. Si chiedono come sia stato possibile consentire una cosa del genere. Nulla di misterioso, comunque. L’inghippo è puramente burocratico. In effetti i sequestri di decine di migliaia di prodotti contraffatti e a rischio di tossicità sono stati portati a termine dai carabinieri. Le merci a rischio sono state trasferite nei depositi dei militari.

Ma i negozi cinesi che vendevano giocattoli e accessori pirata non sono stati ancora effettivamente chiusi perchè, secondo quanto sostenuto dai responsabili della stazione cittadina, è necessario attendere l’ordinanza del comune. Intanto ieri, cioè il giorno dopo la maxioperazione antifrode, gli esercenti asiatici hanno continuato a vendere indisturbati le merci rimaste provocando le perplessità, e in qualche caso l’ira, dei commercianti autoctoni.

Matassa già sbrogliata, però. Il problema è legato alle solite carte da smaltire. Secondo quanto chiarito dai militari a partire da lunedì dovrà essere il sindaco, Raffaele Russo, a emanare l’ordinanza di chiusura, dopo aver acquisito gli atti, depositati in municipio dagli stessi carabinieri soltanto venerdì pomeriggio, vale a dire quando ormai il municipio stava per chiudere in vista della lunga pausa del fine settimana. Intanto ammontano a 15mila (e non a 13mila come in un primo momento era stato comunicato) i giocattoli, i casalinghi e gli accessori per personal computer, falsi e pericolosi, tutti sequestrati.

3 i negozi chiusi a Pomigliano e 4 commercianti cinesi denunciati per frode. E’ il bilancio della grossa operazione dei carabinieri della stazione della città delle fabbriche, diretti dal maresciallo Michele Membrino e coordinati dal maggiore Michele D’Agosto, comandante della compagnia di Castello di Cisterna. Un’operazione che ha portato al sequestro di decine di migliaia di prodotti contraffatti. Secondo i militari sono tossici, quantomeno dannosi alla salute a causa delle mancate autorizzazioni delle autorità di controllo nostrane. I negozi dei commercianti cinesi che vendono di tutto e di più a prezzi molto bassi si trovano in vari punti di Pomigliano. Uno è in pieno centro, a pochi metri dalla piazza più importante della cittadina, piazza Primavera. Un altro è ubicato nella zona vecchia, in via Roma, a poca distanza da un vicolo che porta all’Alenia. Il terzo, il più grande di tutti, dista qualche chilometro, si trova nell’estrema periferia, al confine con la vicina frazione di Tavernanova di Casalnuovo.

Il problema però è che secondo gli investigatori tutti questi esercizi vendono prodotti contraffatti: giocattoli, casalinghi, accessori per pc e tute sportive. Inoltre, sostengono sempre i militari, si tratterebbe anche di prodotti nocivi alla salute, privi di qualsiasi autorizzazione per la commercializzazione in Europa. C’è un marchio su ogni prodotto. Reca la scritta “CE”. Ma non è quello originale dell’Unione Europea.
(Fonte foto: Rete internet)

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