Iolanda Cozzolino, 85 anni ma la mente ancora lucida, parla della notte in cui è stato compiuto l’omicidio della ex guardia giurata di 39 anni.
Iolanda Cozzolino abita tre metri sotto il luogo del delitto. Lei occupa l’alloggio al primo piano mentre al secondo c’è quello in cui è stato ucciso Michele Caiazzo.
“Alle due e mezza di notte ho sentito un tonfo, come quello di una persona bella forte che cade di colpo. Mi sono detta: ma che strani rumori fanno a quest’ora, non sono quelli soliti dei bambini che giocano”, racconta l’unica testimone di quelle ore. Iolanda è ammalata. Il diabete la costringe a notti insonni. “A quell’ora ho avuto un giramento di testa – racconta – ho fatto una rapida analisi con il test elettronico e quindi mi sono iniettata una dose di insulina. Subito dopo ho sentito un botto, al piano di sopra, lo ripeto”.
L’anziana racconta com’era Michele Caiazzo. “Era una brava persona – dice – accompagnava sempre i figli a scuola. Michele mi aiutava quando vedeva che ero in difficoltà, perché non riesco a muovermi decentemente. Mi ha anche fatto dei lavoretti per sistemare la casa. Tutto gratuitamente”. Sul conto di Maria Cantone, la compagna di Michele, solo poche battute: “Non la vedevo quasi mai: è una persona taciturna”.

