L’allarme del direttore dell’Ente di Palazzo Mediceo. La soluzione: un accordo con il provveditorato alle opere pubbliche, ma le prospettive restano poco rosee. Rete sentieristica in condizioni pietose.
Da ormai quattro anni, quando il tecnico che c’era fu trasferito, al Parco Nazionale del Vesuvio non c’è un architetto o un ingegnere nella pianta organica. E non ce ne sarà uno né nell’immediato né in futuro, considerato il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Risultato: la quasi totalità dei progetti è totalmente bloccata o comunque molto rallentata e i lavori pubblici del Parco sono fermi.
L’allarme viene lanciato direttamente dal direttore dell’ente di palazzo Mediceo, Gennaro Esposito (foto), insediatosi circa un anno fa e alla prese con una gestione non facile: “La rete sentieristica è in condizioni pietose. Il ripristino di un sentiero comporta l’impegno di un ingegnere o di un architetto che, tuttavia, nell’organico del Parco non c’è. Non solo: considerato il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazioni le prospettive di assumerne uno sono praticamente inesistenti. Basta pensare che con la spending review erano previsti ulteriori tagli, che per fortuna sono stati scongiurati”. Allo stato attuale, all’interno del Parco Vesuvio, lavorano 15 dipendenti. Di questi, due sono naturalisti ed uno geologo: manca l’architetto o l’ingegnere che possa firmare un progetto o diventare responsabile di un procedimento in caso di lavori pubblici.
Uno stallo dal quale Esposito sta cercando di uscire attraversi accordi con altri enti e istituzioni. Dice Esposito: “Per non perdere i fondi, abbiamo stipulato un patto con il Provveditorato alle opere pubbliche per la riqualificazione del bene confiscato ai Prisco, a Ottaviano e i lavori all’interno del Palazzo mediceo. Si tratta di interventi importanti, che contiamo di terminare entro la fine del 2013. Poi il Castello, nella parte che riguarda le competenze del Parco, diventerà molto più fruibile”.





