Di fronte a sua eccellenza il baccalà, non potevamo che inchinarci, ma la fatica del gesto è stata ampiamente ricompensata dall’ospitalità coinvolgente ed avvolgente della manifestazione tenuta in suo onore.
Dopo un’estate che ha visto sottrarmi alle sagre (se ne fanno di ogni genere) di città, paesi, frazioni, quartieri, Condomìni, eccetera, ho voluto/dovuto dare un’occhiata alla manifestazione inauguratasi ieri sera presso l’azienda agricola Beneduce, in via Fornaro, alle porte di Somma.
Due le cose che mi hanno spinto a partecipare all’evento: il baccalà, di cui sono un profondo estimatore (anche se ho imparato ad apprezzarlo in tarda età) ed il fatto che la nostra Direttora/direttrice (accontento sia l’Accademia della crusca che l’istituto Treccani) si fosse prodigata per procurarmi i biglietti per questa serata istituzionale.
Non so proprio da dove iniziare: per ordine, parlerò della location. Un posto fantastico. Spazi immensi. Siamo arrivati al casale passando attraverso ampi viali battuti, silenziosi e quasi bui.
Il “patron” della manifestazione, ovvero il presidente della Coves, associazione imprenditoriale vesuviana, ci ha subito indirizzato agli eventi culturali. Qui, grazie all’Associazione Il torchio, è iniziata la magia… una tammorriata che mimava il cuore della terra; sacerdotesse della dea Gea, vestite con i colori della notte,che danzavano al ritmo dei loro cuori, stavolta quello degli uomini, dato dalle nacchere che agitavano con la stessa sensualità delle danze di accoppiamento fatte normalmente fra uomini e donne. Esse, al contrario, si rivolgevano a tutta l’umanità, ricordando che nell’oscuro della terra è contenuta la vita, attraverso i frutti che essa genera, ed anche quello della morte, che ci vedrà lì ritornare.
Poi, il buio, e, ancora, la fiamma delle vestali del fuoco… un fiammifero… l’incanto di questa fata stupenda (Rosangela Angri) che descriveva il suo compito di guardiana del fuoco (quello della vita), in un napoletano antico e salmodiante…
Ed un ottimo Pulcinella, senza costume né maschera: l’uomo che irride alla morte, senza volto, per “vestito”, il buio totale.
Chiede se è vero che al consumarsi dell’olio della sua lanterna dovrà morire; ma alla risposta: “accussì sta scritto!” dice, a sua volta, ridendo: “che me ne ‘mporta, ìie nun saccio leggere!”. E, poi, la musica ed il canto di Rosanna Cimmino, il balletto delle “piccole dee” di Angelo Parisi, che hanno fatto sognare l’Eden…
Perfino la parte cerimoniale (in genere è la più noiosa) è stata gradevole, interventi sobri e concisi, come quelli del sindaco, avvocato Piccolo. L’ambasciatore islandese, signora Berglind Ãsgeirsdóttir ha incantato tutti per la sua semplicità, nel suo pessimo quanto gradevole italiano, passato, poi ad un ottimo e comprensibilissimo inglese. Presenti autorità locali e regionali, la consigliera regionale Paola Raia, il suo collega Carmine Mocerino, il presidente del parco Vesuvio, Ugo Leone, assessori sommesi e di altri paesi vicini: ognuno venuto a rendere onore a sua eccellenza. Sono certo che il lavoro di preparazione sarà stato sicuramente improbo.
ilmediano.it ha fatto la sua parte con un numero monografico del Magazine cartaceo, al suo solo terzo numero; dando, così, un chiaro segnale di coraggio imprenditoriale e di fiducia verso un progetto culturale, sociale ed economico dettato da una realtà “da sempre” presente sul territorio.
E, poi, è arrivato lui, il baccalà, cucinato divinamente “in tutte le salse”, da chef di ottimi ristoranti campani, uno più bravo dell’altro: altro che sagra! Concludo con un invito: vale la pena andarci! Scrivo su queste pagine da anni, cercando di trasmettere un messaggio culturale sulla cucina campana, ma qui è molto di più! È l’Agorà del gusto, della cultura, della magia della natura, dell’armonia… A stasera…

