Il Governo Renzi, dopo le promesse fatte a suon di secchiate d’acqua, ritorna sui propri passi e dimezza il fondo di solidarietà per tutti gli italiani affetti da gravi patologie.
Tra le sue tante novità, come il TFR aggiunto alla busta paga per chi ne fa richiesta, il testo della Legge di Stabilità 2015 da 36miliardi di euro prevede anche qualche amara sorpresa, che tanto per
non cambiare vanno a colpire i soliti noti, ovvero coloro che vivono ai margini della società.
A dirlo, con una sua nota invita il capo del Governo, è la Fish(Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che esorta Matteo Renzi a dare spiegazioni sull’incomprensibile taglio
da 100 milioni di euro al fondo per le non autosufficienze.
L’ISTAT, ente nazionale che si occupa di statistica, dichiara che in Italia la spesa sociale per la disabilità è inferiore di mezzo punto di PIL rispetto alla media UE di 2,1%, con una spesa pro capite pari a 423 euro l’anno(533 dell’Unione Europea). Addirittura la Croazia, per non tirare in ballo la solita Germania, finanzia una media di 100 euro in più per cittadino.
Insomma, il nostro divario ammonta a circa 8 miliardi di euro. Se poi ci sommiamo gli effetti pratici derivanti da questa scollatura, notiamo che il tutto si materializza in una drammatica esclusione sociale, marginalità e ad un impoverimento crescente delle persone affette da disabilità e dei loro stessi familiari, unici punti di riferimento lì dove impera l’assenza politica e strutturale.
In questa nuova finanziaria, quindi, il Fondo per le non autosufficienze sarà colpito da un taglio netto di 100 milioni, portandolo a quota 250 milioni di euro. Ridotto al lumicino anche il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, sceso a 300 milioni. A tutto questo, poi, vanno aggiunte le sforbiciate agli Enti locali, che andranno a ripercuotersi inevitabilmente su milioni di italiani.
Quali prospettive apre questo buio scenario? È facile da dirsi. Viene sottratta a milioni di disabili la possibilità di costruirsi una propria vita indipendente. Una vita che non sia la solita soluzione che
li priva della libertà. Grazie ai tagli di Matteo Renzi, nessuno di loro avrà l’opportunità di lasciarsi alle spalle i centri specializzati dove fin troppo spesso vengono confinati. Vorrà dire che nessuno di loro, in questo modo, potrà pensare ad una propria autonomia di studio o lavorativa. Insomma, in Italia, fondandoci su ciò che il governo ha stabilito, le pari opportunità non hanno senso di esistere.
Come non hanno senso di esistere gli aiuti alle fasce deboli della società, quelle che dovrebbero essere sostenute nella loro opera di sviluppo. È sconcertante l’atteggiamento di Matteo Renzi che, neanche pochi mesi fa, si esibì nel gesto dell’ice bucket challange(la secchiata d’acqua) come testimonianza di un’attenzione concreta del
suo Governo verso i problemi legati alla SLA e alle disabilità in generale. Oggi, invece, il capo dell’esecutivo, dall’alto del suo ruolo istituzionale, ha deciso di “cambiare verso” e travolgere con un secchio d’acqua gelido milioni di famiglie italiane. Una doccia fredda che non lascia speranze a quanti combattono quotidianamente contro malattie dall’animo spietato.
Chissà cosa penserà, domani, il nostro caro Presidente del Consiglio. Cosa penserà quando si troverà sotto la doccia a lavarsi beatamente con profumi e balsamo. Prodotti che possono aiutare a lavarsi il corpo, l’epidermide, ma non di certo la coscienza. Quella, purtroppo, resterà sporca come certe pozzanghere maleodoranti.

