Lo spettacolo, già andato in scena ad aprile, è dedicato alla memoria di Gaetano Montanino, cittadino di Ottaviano e guardia giurata, vittima innocente della criminalità.
Ha la regia di Michele Del Grosso lo spettacolo teatrale «Mater Camorra e i suoi figli», ispirato al teatro epico di Bertold Brecht. Andato in scena nel mese di aprile di quest’anno, ora potrebbe diventare un esperimento da vivere nelle scuole dell’area vesuviana.
Questa la proposta dell’Accademia Vesuviana del Teatro di Gianni Sallustro, con sede ad Ottaviano. E l’obiettivo primario sarebbe offrire un servizio concreto, in linea con le linee guida dell’Accademia che consente ai giovani e ai meno giovani un’occasione per esprimere le loro qualità, coltivare le loro passioni, e perché no, realizzare sogni. L’Accademia ha ricevuto, era il maggio 2012, un attestato di benemerenza da parte della Polizia di Stato:
«Per l’alto valore sociale e per l’impegno profuso nel diffondere la cultura della legalità attraverso progetti di teatro, musica e danza; centro di aggregazione per i giovani che attraverso l’arte e con la realizzazione di spettacoli, diventano testimoni di una società più giusta e libera dalla violenza, diffondendo i valori di giustizia e coraggio sia nella loro terra, che nei centri di giustizia minorile». Anche per questo si è poi deciso di realizzare, in collaborazione con il Teatro Instabile Napoli di Michele Del Grosso, il progetto teatrale «Mater Camorra e i suoi figli».
Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Gaetano Montanino, cittadino di Ottaviano, vittima innocente della criminalità e del dovere. Montanino fu ucciso a Napoli nell’agosto 2009, in piazza Mercato. Lui ed un suo collega, il 25enne Fabio De Rosa, guardie giurate, erano nella macchina di servizio dell’istituto per cui lavoravano, per il solito giro di controllo delle attività commerciali. Furono avvicinati da due delinquenti che intimarono loro di consegnare le armi, Montanino e De Rosa resistettero e scoppiò un conflitto a fuoco. Così morì Gaetano, colpito da otto proiettili. Il suo collega, anche lui crivellato da sei colpi, fu più fortunato e la sua ricostruzione successiva dei fatti permise alla squadra mobile di Napoli di avviare le indagini: la sera stessa dell’omicidio fu fermato Davide Cella, uno dei delinquenti rimasto ferito nella sparatoria.
Più tardi, anche gli altri responsabili, furono presi: erano Salvatore Panepinto e un altro ragazzo, allora minorenne. Nell’aprile del 2012 la sentenza di secondo grado condannò i responsabili dell’omicidio di Montanino a 20 anni di reclusione. In sua memoria si svolgono numerose inziative e in piazza Mercato, luogo del delitto, c’è oggi l’Albero Gaetano Montanino e una pietra commemorativa. Lo spettacolo diretto da Del Grosso e proposto oggi alle scuole dall’Accademia Vesuviana in memoria della guardia giurata di Ottaviano, rivisita la brechtiana vicenda di «Madre Courage» ambientandola nei vicoli di Napoli e nella provincia napoletana, la guerra dei trent’anni si trasforma nello scontro perenne fra i clan, con il surplus di degrado e animalità che questo comporta.
Il regista ha scelto un finale a sorpresa, per sottolineare un discorso nuovo, incentrato sulla camorra.
(Fonte foto: corrieredelmezzogiorno.it)






