Nei santuari di Campobasso, Messina e Catanzaro, campeggiano belle e colorate raffigurazioni della Mamma dell’Arco.
Il culto della Madonna dell’Arco è conosciuto in tutto il mondo ed ogni anno centinaia di migliaia di fedeli si recano nella piccola basilica vaticana romana per venerare la Mamma raffigurata con un livido sulla guancia sinistra.
La Vergine Maria dell’Arco viene rappresentata in diversi santuari mariani, come quello della Madonna della Libera in Cercemaggiore, provincia di Campobasso: qui, di preciso nella quinta cappella della chiesa, vi è conservata la tela della Madonna dell’Arco, dipinta da Nicola Fenico di Campobasso nel 1687, assisa in trono ed in mezzo a Santa Maria Maddalena, Santa Caterina, San Giacinto, Santa Rosa e quattro angeli che sovrastano la Vergine stessa. Stando a quanto si scrive sulla rivista mariana bimestrale "La Madonna dell’Arco", leggendo la storia di questo santuario scritta dal frate domenicano, Fra Giordano Pierro, siamo a conoscenza che la devozione alla Vergine dell’Arco in questa terra era già diffusa nel 1600.
Infatti un cercese, Ottavio Vitone, volle che una cappella laterale del santuario della Libera fosse dedicata alla Madonna dell’Arco facendo realizzare un altare in pietra. Nell’archivio del convento è custodito l’istrumento della donazione stipulato dal notaio Marchetto Testa, il 15 settembre 1598. L’altare fu successivamente consacrato dal Cardinale Vincenzo Orsini, domenicano, arcivescovo di Benevento (poi papa Benedetto XIII) che nel 1675 visitò il santuario dell’Arco in occasione dell’apparizione delle stelle sul volto della Madonna. Solo nel 1691 il dipinto fu circondato da una ricca cornice in legno dorato.
Altre presenze iconografiche della Madonna dell’Arco figurano a Venetico Superiore (Messina) ed a Taverna (Catanzaro). A Messina è conservata presso la chiesa di San Niccolò nella cappella della navata destra in un dipinto olio su tela, di un pittore sconosciuto. L’opera (foto) è datata 1602, come si evince dall’iscrizione in basso. Il quadro della Madonna dell’Arco, circondato da quattro medaglioni con scene relative ai miracoli, è inserito in un’edicola lignea, realizzata forse in epoca coeva ad imitazione di una struttura architettonica. Tra le colonne scanalate e sormontate da capitelli corinzi, sono inserite figure di Santi. Nella parte superiore dell’edicola è raffigurata anche l’immagine, posta tra due angeli, di Dio Padre a mezzo busto in atteggiamento benedicente.
A Taverna, invece, presso la chiesa i Santa Barbara nella cappella dedicata alla Madonna di Loreto, sull’altare vi è la pala raffigurante la Madonna delle Grazie con i Santi Giovanni Battista e Francesco d’Assisi. Osservando attentamente la tela si possono notare diverse somiglianze con le immagini della Madonna dell’Arco sia per la presenza degli angeli che reggono la corona e per la posizione della Vergine, seduta in trono. Nel 1691, inoltre, sempre in questa chiesa ai lati della navata c’erra un altare dedicato alla Madonna dell’Arco, voluta dal pittore Giovanni Parrello. Nel 1783, dopo il terremoto, la chiesa subì gravi danni e fu soggetta ad una serie di lavori di consolidamento e successivamente fu arricchita con varie opere pittoriche, sempre a carattere religioso.
(Foto tratta dalla rivista "La Madonna dell’Arco")




