Arriva in Italia l’ultimo film di Rob Zombie. Il maestro dell’orrore splatter (uno dei) pesca nella tradizione ma ci sorprende con un’opera più misurata ed inquietante.
Heidi fa la dj in una radio. Un giorno riceve un misterioso disco da un gruppo che si fa chiamare Lord. Incuriosita la donna fa girare il vinile; mentre la musica viene riprodotta al contrario, la donna rivive un incubo del passato. Al secondo ascolto il disco suona normalmente e l’album diventa un successo tra il pubblico della radio.
Per festeggiare i Lord invitano il team di Heidi ad un concerto nella cittadina di Salem. Per Heidi e i suoi compagni è l’inizio di un viaggio da incubo. Il titolo dell’ultimo film di Rob Zombie evoca scenari cult dell’orrore, pesca tra streghe e incantesimi nell’immaginario gotico della cultura americana, per regalarci un’opera che segna un passaggio alla maturità nella discussa filmografia del regista. Intorno a Rob Zombie pubblico e critica si sono sempre divisi. L’orrore mescolato al sadismo e al divertimento è una costante del suo cinema, perfetto nel miscelare generi e citazioni. Questa estetica pop ha la conseguenza dell’esagerazione, in un festival di violenza, personaggi assai caricati e trame risolte sbrigativamente.
Nei suoi momenti più equilibrati Zombie ha saputo regalare delle opere significative in odore di cult, con uno stile personale che lo ha messo tra i grandi del genere. Nonostante l’adorazione di una buona parte del pubblico e l’abilità innegabile dietro la telecamera, la critica non gli ha mai perdonato gli eccessi splatter e la poca sostanza dei suoi film. Le streghe di Salem aggiunge un tassello diverso nella carriera del regista e, piaccia o meno, è sicuramente destinato a sorprendere. Per una volta Zombie abbandona il sangue a fiumi e la superficialità del racconto e cerca una dimensione nuova. Non che il film sia misurato, al contrario. Si pesca a piene mani nella tradizione gothic-dark e i passaggi di “orrore facile” non mancano; ma per una volta questo corpus estetico non ha l’obiettivo dello shock facile, piuttosto insinua nello spettatore un senso di malessere.
Il racconto poggia su alcuni capisaldi della tradizione horror americana – come il titolo suggerisce – ma i toni prevalenti sono quelli di un’inquietudine che esplode in violenza solo raramente e arriva a preferire una dimensione onirica, quasi surreale, a quella classica dell’orrore violento ed esibito con compiacimento. È ancora presto per parlare di una svolta nel cinema di Zombie, ma Le streghe di Salem hanno se non altro il merito di mostrare il talento scenico del regista in un’atmosfera più rarefatta, dove gli eccessi sono solo una parte del gioco.
(Fonte foto: Rete Internet)
Regia di Rob Zombie, con Sheri Moon Zombie, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips, Ken Foree, Dee Wallace, Patricia Quinn
Genere: horror
Durata: 100 minuti
Uscita nelle sale: 24 aprile 2013
Voto 6,5/10

