Seppur sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in Italia, il diritto all’accessibilità dei luoghi pubblici ed istituzionali ha, ancora oggi, le fattezze di una chimera.
Quando ci troviamo a discutere di accessibilità, il primo pensiero va a quegli ostacoli abituali: gradini, assenza di ascensori, ingressi inadeguati, attraversamenti pedonali senza segnale acustico.
Eppure, le difficoltà legate all’accessibilità per un portatore di handicap, non vanno rapportate soltanto agli >spostamenti.
Il concetto di accesso va inteso in un’ottica più ampia, quasi universale. Poter accedere vuol dire anche partecipazione, aggregazione. Senso di comunità. Questo sta a significare che tutti devono avere la possibilità di fare le stesse cose degli altri, anche quelle apparentemente più normali, come recarsi in un cinema per vedere un film o visitare un museo.
È quindi necessario che tutti i cittadini affetti da un handicap, grave o lieve, vengano messi nella condizione di poter raggiungere e adoperare il bene comune.
Si sta muovendo, in questo senso, attraverso l’iniziativa “Torino cultura accessibile”, il Comune piemontese, che ha l’obiettivo di rivoluzionare il modo di fare cultura incentivando un mutamento nella visione di intesa, produzione e gestione.
Alla base di questo progetto, promosso dalla Fondazione Carlo Molo onlus, c’è la ferrea volontà di incoraggiare un vero e proprio cambiamento culturale, al fine di imporre la piena inclusione dei soggetti disabili nelle attività culturali.
In conclusione, voglio ricordare ai nostri cari lettori che il tema sulla partecipazione alla cultura dei portatori di handicap è un diritto sancito dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, che l’assemblea dell’ONU ha promulgato nel 2006 e ratificata poi, nel nostro paese, nel 2009: “>gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di eguaglianza con gli altri alla vita culturale e dovranno prendere tutte le misure appropriate per assicurare che le persone con disabilità: godano dell’accesso a programmi televisivi, film, teatro e altre attività culturali, in forme accessibili“.
(>Fonte foto: Rete internet)

