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La Campania si è indignata contro l’abolizione del Registro tumori

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Alla manifestazione pacifica tenutasi davanti all’ospedale Pascale è venuta finalmente fuori tutta la voglia di dire basta. LE FOTO

Una catena umana per dire basta alla politica del governo che condanna gli abitanti della Campania ad una morte lenta. Ieri mattina, lunedì 17 settembre, la manifestazione è stata preceduta dalla discesa in campo del presidente della Regione Stefano Caldoro e dall’interesse dell’Unione Europea.

Infatti, ha dichiarato l’on. Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento UE: «Provvederò a rappresentare le istanze dei cittadini campani presso la Commissione dell’UE e chiederò ai nostri tecnici di individuare la possibilità che il percorso sia finanziato nell’ambito dei programmi europei. Il registro in Campania, più che altrove, rappresenta uno strumento necessario e fondamentale per la tutela della salute dei cittadini che hanno il diritto di conoscere il reale stato delle cose. Confido, comunque, nel Governo Monti affinché torni sulla questione e compia una scelta di coscienza e di giustizia».

Il coinvolgimento dell’Europa in questa gravissimo disastro ambientale è ovvia, e la Campania può accedere a pieno titolo ai progetti europei, dal momento che, con la convenzione di Århus, in vigore dal 30 ottobre 2001, l’UE ha inteso sensibilizzare ed informare in maniera esatta la popolazione, coivolgendola maggiormente nei confronti dei problemi ambientali, al fine di implementare gli strumenti a disposizione per la protezione dell’Ambiente nonché favorire l’applicazione della legislazione che lo tutela. Alla manifestazione, accanto al dott. Antonio Marfella e all’assessore del Comune di Napoli Marco Esposito, i promotori, erano presenti autorità, mamme vulcaniche, ambientalisti, ma anche tanti cittadini comuni che hanno voluto esternare la loro indignazione.

Abbiamo raccolto una dichiarazione dell’assessore del Comune di San Giorgio a Cremano Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi: «Noi Verdi da sempre abbiamo sostenuto il registro dei tumori; per fortuna, questa protesta ha già dato frutti ancor prima che venisse attuata, perché il presidente Caldoro è determinato a portare avanti la legge sull’istituzione del Registro, indipendentemente dall’opposizione del governo centrale. La domanda che mi pongo e che, penso, si pongano tutti i cittadini campani è: se il costo dell’attuazione del Registro è di circa un milione e mezzo di euro, perché un governo che gestisce migliaia di miliardi di euro delle nostre tasse, si oppone proprio a questo provvedimento, quando non l’ha fatto nei confronti di altri vergognosi provvedimenti, come quello dell’ILVA? È evidente che il Registro dei tumori rappresenta una minaccia per le lobby, per determinati imprenditori e camorristi che temono che venga messa in luce una certa teoria, che noi sosteniamo da tempo, e cioè che c’è uno stretto nesso di causalità tra patologie cancerose e l’inquinamento del nostro territorio».

Quali sono i prossimi passi in programma?
«Col dott. Marfella abbiamo progettato di continuare la protesta ad oltranza fino all’attuazione della legge; chiediamo con forza, che i medici ambientalisti entrino a far parte a pieno titolo della commissione, perché attualmente sono relegati al margine, presenti come semplici uditori». L’assessore del Comune di Napoli Pina Tommasielli, tra i primi a Battersi per il Registro dei Tumori, ha sottolineato: «Napoli, con l’attuale Amministrazione, accanto a Milano e Taranto, già da tempo ha istituito l’Osservatorio Oncologico Comunale. Si tratta di un osservatorio che incrocia diverse banche dati: quella dell’anagrafe, che indica i tassi di mortalità, quella dei medici di famiglia, perché nella nostra regione, miracolosamente,direi, e in particolare in questa città, abbiamo circa 300 medici di famiglia che sono in rete da una quindicina di anni e raccolgono su cartelle informatizzate dati sulla salute dei loro assistiti, ma anche quelli di mortalità».

«Questa banca dati ha un valore particolarmente importante, perché va ad intercettare anche quella parte di “turismo sanitario” che va a curarsi in altre regioni o all’estero. Naturalmente, è il medico di base che scrive le prescrizioni dei farmaci; questi dati, insieme a quelli degli ospedali ed, in particolare del Pascale, crossati opportunamente, evidenziano un tasso di mortalità molto significativo, anche perché è un lavoro capillare che viene fatto municipalità per municipalità. Quindi, diventa abbastanza semplice quello che la magistratura, o certa cattiva politica, non rileva o non vuole rilevare, celandosi dietro l’assioma che manca il nesso tra causa ed effetto. Noi, invece, riusciamo a mettere in relazione il livello di inquinamento ambientale con l’incidenza di patologie tumorali, estrapolando il dato reale di mortalità», ha sottolineato l’assessore concludendo:

«Questa è la novità dell’Osservatorio Oncologico Comunale, che non è stato messo su con i grandi scienziati, ma con giovani ricercatori dell’associazione ANCIR, le migliori menti di questa città, che hanno scelto coraggiosamente di vivere e lavorare qui. Sono ragazzi del CIRF di farmacologia, del Pascale, epidemiologi, sociologi, biologi, statistici che elaborano un’enorme mole di dati; certo, è un osservatorio, non è il Registro dei tumori, ma è una bella realtà napoletana che deve dare un spinta, un esempio di onestà e trasparenza per chi deve programmare gli interventi.Ci rendiamo che tutto questo potrebbe creare confusione, ma pensiamo che sia un incentivo in più, un pungolo che impedisca di mettere la testa sotto la sabbia. Bisogna guardare in faccia la realtà e chiamare le Istituzioni a rispondere di tutto questo, perché è veramente in atto una strage di stato. Si, è così, e lo possiamo dire fuori dai denti».

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