Sono scaduti, anche quest’anno, i termini per il rinnovo e la presentazione di nuove domande di frequenza. Ritorniamo, quindi, nel mondo della scuola per approfondire le problematiche legate a questa procedura burocratica.
Ultimate da poche le iscrizioni per l’anno scolastico che verrà, gli istituti si trovano ad affrontare le numerose richieste per il sostegno agli allievi con handicap. Sono le scuole, del resto, a doversi incaricare di fare domanda, alle autorità preposte, per il supporto di personale qualificato all’integrazione degli allievi disabili. Attraverso la professionalità del personale di sostegno, gli istituti sapranno individuare le ore necessarie e le giuste corsie didattiche per ogni allievo.
Nell’eventualità di nuovi iscritti, invece, ottenuta l’approvazione da parte della famiglia dello studente, la richiesta delle ore in questione sarà funzionale al rapporto tra la diagnosi certificata e le sue indicazioni. Se invece gli allievi sono già stati certificati, la richiesta verrà verificata basandosi sulla documentazione già esistente. In questa relazione, utile alle scuola per offrire un percorso formativo idoneo allo studente con handicap, gli insegnanti forniranno informazioni sulla classe di appartenenza, sulle problematicità dell’alunno e sui progetti di inserimento in modo tale da individuare il numero di ore più adatto per il sostegno.
In genere, ad ogni fine anno, generalmente a luglio, gli istituti scolastici possono eventualmente rinnovare le loro richieste di risorse all’ufficio scolastico di zona, chiedendo un’integrazione ulteriore alle ore già assegnate. Questa nuova domanda, però, tra le motivazioni, dovrà indicare la variazione dei dati precedentemente presentati. L’amministrazione, poi, valuterà le varie richieste fondando la sua risposta sulle risorse provinciali di cui dispone. Eppure, malgrado tutto questo iter apparentemente semplice, da diversi anni, è cresciuto a dismisura il numero delle famiglie che si sono rivolte ai tribunali amministrativi per ottenere le ore di sostegno indispensabili ai loro figli. Ore che, inspiegabilmente, non vengono assegnate. I tribunali, infatti, si sono espressi in tutti i casi presentati a favore delle famiglie.
Gli allievi con gravi disabilità, quindi, hanno diritto ad un docente di sostegno per tutte le ore: 25 nella scuola dell’infanzia, 22 nella scuola primaria e 18 nella scuola secondaria.
(Fonte foto: Rete Internet)
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