Ieri saracinesche abbassate nell’ipermercato di Afragola per lo sciopero bianco dei dipendenti. Voci di un invio imminente delle lettere di licenziamento.
Ipercoop di Afragola chiuso per sciopero e carrelli della spesa rimasti vuoti per quasi tutti la giornata di ieri. E’stata la voce insistente di un probabile invio delle lettere di licenziamento ad aver alimentato la tensione tra i lavoratori, che non si sono recati nella struttura della grande distribuzione proprio di domenica, vale a dire nel momento di massima affluenza della clientela.
Lo sciopero bianco, reso possibile dal fatto che i dipendenti sotto vecchio contratto non sono costretti a recarsi al lavoro nel giorno di straordinario non obbligatorio, ha messo in ginocchio l’ipermercato alle 12 e 30. Dopo poco più di due ore di attività la direzione dell’Ipercoop è stata costretta ad abbassare le saracinesche a causa della carenza di personale sulle varie postazioni. L’ipermercato è rimasto chiuso per tutta la giornata. “Siamo nauseati da questa situazione – commenta un lavoratore, che però non ha voluto rendere noto il proprio nome – ci sono tutte le ragioni possibili per riaprire la trattativa, grazie alla disponibilità dimostrata da noi dipendenti e dalle istituzioni, ma segnali in questa direzione non ne vediamo proprio”.
E’ dell’altro giorno la notizia, confermata dall’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, della volontà della giunta campana, guidata dal presidente Stefano Caldoro, di coprire con propri fondi i tagli ai salari proposti a luglio dalle cooperative emiliane Estense e Adriatica per consentire il salvataggio di Afragola e dell’intera catena di negozi Ipercoop dislocata nella regione. Nappi è pronto a mettere a disposizione per tre anni, fino a tutto il 2016, i fondi europei destinati alle fabbriche in crisi per coprire la differenza tra i salari attualmente erogati ai 660 addetti della Campania e quelli ridotti attraverso l’attuazione del piano di salvataggio. L’operazione comporterebbe una spesa pubblica di circa 700mila euro.
“Purtroppo però – ha lamentato Nappi – nonostante la nostra dimostrata volontà di agevolare la permanenza della Coop nel nostro territorio, garantendo la sopravvivenza e lo sviluppo di una parte così significativa dell’economia campana, non giungono risposte di nessun tipo dalle cooperative”. La riapertura della trattativa sul piano di salvataggio è nelle mani della proprietaria Unicoop Tirreno, cooperativa toscana con sede a Vignale Riotorto, in provincia di Livorno, e delle cooperative più forti, quelle con sede a Bologna. Il confronto tra le coop Estense e Adriatica e i sindacati era stato interrotto di colpo, praticamente sul nascere, il 29 luglio scorso, in un albergo di Roma, a causa dell’eccessiva distanza tra le parti, determinata dalla proposta delle coop (riduzione drastica dei salari e modifiche in deroga alla contrattazione nazionale) e dal no dei sindacati, che hanno subito giudicato irricevibili le richieste aziendali.
Intanto un centinaio di dipendenti dell’Ipercoop di Afragola hanno scritto una lettera, spedita al presidente di Unicoop, Marco Lami. “Tagliateci temporaneamente i salari ma salvate i nostri posti”, la richiesta di una fetta consistente delle maestranze dell’ipermercato ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli.

