Per stamane è atteso lo sciopero bianco degli addetti attraverso il blocco dello straordinario domenicale.
La tensione è salita dopo l’esito fallimentare dell’ultimo esame congiunto in sede aziendale di venerdì pomeriggio. La cooperativa toscana Unicoop Tirreno non vuole cedere sul fronte dei licenziamenti e della chiusura dell’ipermercato di Afragola per cui oggi si prevede l’ennesima serrata della grande struttura ubicata nel centro commerciale Le Porte di Napoli. Funzionamento a rischio a partire da mezzogiorno nell’impianto di località Marchesa per lo sciopero bianco dei dipendenti che ormai si profila, ancora una volta, sempre più probabile. Grazie a un dispositivo del vecchio contratto nazionale dei lavoratori del commercio gli addetti dell’ Ipercoop di Afragola possono infatti scegliere liberamente di recarsi o meno nell’ipermercato di domenica, giornata di straordinario facoltativo in base allo strumento ormai rimosso dal successivo contratto nazionale.
Lo sciopero bianco all’Ipercoop di Afragola consumato, appunto, attraverso il blocco dello straordinario è già stato effettuato dai 226 dipendenti domenica scorsa. Un’agitazione messa in atto il giorno dopo lo sciopero di sabato, che aveva costretto alla serrata quasi tutta la catena di Ipercoop Tirreno in Campania. In quell’occasione hanno abbassato quasi contemporaneamente le saracinesche i tre ipermercati di Afragola, Avellino e Quarto e il supermercato di Napoli Arenaccia. Alla protesta non ha aderito il solo negozio di Santa Maria Capua Vetere. Nel recente passato, blocchi dello straordinario e scioperi erano già stati consumati in Ipercoop tra novembre e dicembre. Una lotta, messa a segno in quella fase, per scongiurare l’acquisizione della catena campana da parte di un imprenditore casertano, che aveva presentato un piano industriale giudicato dalle maestranze praticamente risibile.
Le serrate in quel periodo avevano messo in ginocchio le vendite del ponte dell’Immacolata. Subito dopo c’è stato il referendum dei 662 addetti di Ipercoop Campania, che ha sancito a maggioranza il no a qualsiasi ipotesi di accordo sindacale finalizzato alla cessione al privato. I lavoratori rivendicano da sempre “la vitale necessità di restare nell’ambito cooperativo”. In tal senso sembra andare la notizia, risalente alla fine di maggio, dell’interessamento delle più forti cooperative della grande distribuzione italiana, le cooperative emiliane Estense e Adriatica. Coop che prima, a giugno, attraverso un documento di Unicoop Tirreno, e poi, martedì scorso, con una lettera dell’Ancc Campania, l’Associazione nazionale delle cooperative di consumo, hanno fatto sapere di essere interessate a costituire una società finalizzata a un piano di salvataggio e sviluppo e che entro il 18 luglio prossimo giungeranno tecnici e dirigenti dall’Emilia per valutare la reale portata complessiva della catena commerciale Ipercoop nella nostra Regione e verificare la fattibilità dell’operazione.
Rimane, però, l’ostacolo della procedura di mobilità. Intanto da ora in poi dovrà mediare la Regione attraverso l’ufficio del Lavoro, l’Ormel. Ma ci sono soltanto 30 giorni di tempo prima che, scaduta la procedura, Unicoop conquisti la spada di Damocle dell’invio delle lettere di licenziamento collettivo, che in caso di mancato accordo o di preventiva revoca della procedura potrebbero partire dal prossimo 8 agosto. Sono 250 i tagli previsti, 225 dei quali concentrati ad Afragola, gli altri 18 nell’ipermercato di Avellino, 5 in quello di Quarto e 2 nel supercoop di Napoli-Arenaccia. In questo momento l’impianto a rischio chiusura è quello di Afragola.
(Fonte foto: rete internet)






