Il sindaco ha riunito Arpac, Asl, Regione Campania e Provincia di Napoli sulla delicata questione dell’ inquinamento. Lettieri: “Necessarie verifiche, bonifiche delle aree individuate e predisposizione di misure per la tutela della salute di tutti”.
Ieri al Castello Baronale di Acerra si è riunito il tavolo di consultazione sulla questione ambientale nell’agro, il più vasto della provincia di Napoli dopo quello di Giugliano. Al tavolo erano presenti il sindaco, Raffaele Lettieri, l’assessore all’ambiente, Vincenzo Angelico, il presidente del consiglio comunale, Domenico De Luca, Maria Piscopo, dirigente del settore ambiente, il presidente della commissione Ambiente, il consigliere Paolo Rea, e il presidente della commissione Attività produttive e Agricoltura, Giuseppe Castaldo.
Per gli organi statali, regionali e territoriali di controllo c’erano Marinella Vito, dell’Arpac, Claudio Chiariello, della Provincia di Napoli, Giuliana La Rota ,dell’Asl Napoli 2, il responsabile dell’igiene pubblica Armando Orlando, e il dottor Di Caprio, dell’assessorato regionale all’Ambiente della Regione Campania. Il sindaco Lettieri, nel citare i divieti di utilizzo dei pozzi, ha chiesto “una nuova verifica sui pozzi, sui terreni circostanti e sulle macroaree già precedentemente individuate”, ribadendo che “esistono due livelli di discussione: bonificare quello che già si conosce con le risorse che dovrà riconoscere il Consiglio regionale della Campania, e verificare l’attuale livello di inquinamento della falda e terreni”.
Poi: questione sorgenti del Riullo, riemerse di recente. L’ingegnere Di Caprio, dell’assessorato regionale all’Ambiente della Regione Campania, ha affermato che “dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico la zona di Acerra è particolarmente monitorata”, mentre sulla questione delle risorse ha sottolineato che “occorre attendere l’approvazione del redigendo piano regionale da parte del Consiglio regionale della Campania”. I rappresentanti dell’Asl Napoli 2, dell’Arpac e della Provincia di Napoli si sono detti d’accordo, inoltre, circa “ la necessità di mettere insieme le ultime indagini e campionamenti effettuati sul territorio per poter avere una base sulla quale poi iniziare una nuova attività di indagine e monitoraggio sull’area da sottoporre nuovamente ai controlli”.
Infine l’impegno dell’Arpac, che dopo aver preso visione dell’elenco dei pozzi, trasmesso dal Comune di Acerra, ha annunciato che procederà alla “valutazione dei costi per ripetere la campagna di monitoraggio e valutare e programmare la situazione e le azioni di campionamento dell’acqua delle sorgenti del Riullo”.

