Mentre gli ambientalisti si riuniscono per decidere se bloccare o meno il termovalorizzatore l’esponente di maggioranza lancia attraverso il web denunce gravissime. E qualcosa scricchiola nella coalizione che detiene il potere ad Acerra.
Domenico Tardi è un consigliere comunale di maggioranza. Appartiene all’Udc, il partito più importante e rappresentativo dell’assemblea cittadina. Ma sullo sfondo delle proteste che stanno caratterizzando questi giorni di duro scontro tra la comunità locale e l’inceneritore sembra proprio che l’esponente politico locale voglia sparare a zero sulla questione . Nella sua pagina face book il consigliere ha infatti adombrato dubbi inquietanti circa l’onestà dei rapporti tra i servizi ambientali dell’area e il contesto sociale di Acerra. Sotto i riflettori in particolare le assunzioni nel termovalorizzatore.
“Bisogna fare chiarezza – scrive Tardi – sulle persone che hanno avuto e tuttora stanno avendo benefici dalla installazione e messa in funzione del termovalorizzatore. Voci di popolo (voci di Dio) – specifica il consigliere comunale – affermano che società un tempo indagate per smaltimento illecito di rifiuti ora si ritrovano a gestire il delicatissimo compito dello smaltimento legale dei rifiuti (da loro creati). Un ulteriore controllo poi – la richiesta dell’esponente Udc – sarebbe doveroso per la verifica dell’assegnazione dei posti di lavoro nel termovalorizzatore. Chissà come mai quasi tutti appartengono a soggetti preposti alla sicurezza dell’impianto: Acerra non merita ciò”.
Tardi inoltre mette in evidenza che “ in primo luogo è scandaloso il fatto che una città come Acerra pluripremiata per la raccolta differenziata costringa i suoi cittadini a pagare tasse salatissime relative a servizi riguardanti i rifiut “ e che “premesso che la mia posizione è di totale contrarietà al termovalorizzatore, il quale in qualunque caso (rifiuti trattati o meno) brucia inquinando, pretendo che i cittadini decidano se combattere per avere agevolazioni fiscali tenendosi l’attività del mostro o combattere per l’eliminazione dello stesso ”. Nel frattempo gli ambientalisti sono riuniti davanti al municipio. Sono circa 150 persone. Stanno decidendo quale strategia mettere subito in campo per bloccare il trasferimento delle eco balle da Eboli al forno dell’impianto brucia rifiuti.

