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Il valore aggiunto della continuità verticale.

In che modo è possibile garantire agli alunni con disabilità il passaggio tra un grado scolastico senza creargli danni educativi?

La maggior parte di noi sa benissimo quanto sia importante il passaggio da un grado scolastico all’altro e quanto, questo, possa influire sul percorso formativo degli alunni.
Per andare incontro alle esigenze degli studenti ed evitare frustrazioni di ogni genere, ogni anno le scuole si mobilitano con svariate iniziative che hanno tutte come perno principale la continuità verticale nella costituzione delle classi.

Tutto questo discorso assume un’importanza essenziale nel caso degli studenti disabili, che vivono, per ovvi motivi, ogni cambiamento della loro vita con particolare difficoltà. A riguardo, la L. 104/92 dichiara quanto segue: forme obbligatorie di consultazione tra insegnanti del ciclo inferiore e del ciclo superiore, proprio al fine di garantire la continuità educativa fra i diversi gradi di scuola.

Inoltre, seguendo il C.M 1/88 per la scuola dell’obbligo, si apprende che: l’alunno disabile necessita più di ogni altro di una particolare attenzione educativa volta a realizzare un progetto individualizzato unitario che, pur nella differenziazione dei tre ordini di scuola – materna, elementare e media – consenta un’esperienza scolastica di ampio respiro, priva di fratture e sempre coerente con gli individuali bisogni educativi e ritmi di apprendimento. Per tale ragione, occorre individuare criteri e metodi che sul piano operativo agevolino il passaggio da un ordine di scuola a quello successivo.

Nel periodo che segue le preiscrizioni, sono previste riunioni tra i capi d’istituto e tra gli insegnanti delle sezioni o della classi frequentate e quelle del grado successivo, gli operatori dei servizi socio-sanitari e i genitori, tutti insieme per un primo approccio sulla situazione ambientale nella quale l’alunno dovrà inserirsi e per superare qualsiasi difficoltà riferita all’integrazione. Infine, terminato l’anno scolastico, sarà necessario comunicare alla scuola di destinazione la documentazione e le notizie riguardanti l’integrazione dell’allievo.

Altro punto fondamentale della circolare consiste nell’incontro da tenere ad inizio anno con l’alunno disabile al fine di comunicare e di ottenere le informazioni dettagliate utili per la stesura del nuovo piano educativo individualizzato.
Sulla stessa linea, si accoda la C.M. 262/1988, la quale, per coprire gli alunni disabili in tutto il loro percorso formativo, estende la regolamentazione anche alle Scuole Secondarie Superiori?
(Fonte foto: Rete internet)

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