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Hotel Quadrifoglio: la nuova proprietà smentisce e passa al contrattacco

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Francesco Filosa, titolare della società che ha acquistato l’importante albergo, smentisce in pieno le ultime notizie di stampa relative a rischi occupazionali e a un presidio dei dipendenti. “Il problema riguarda solo i vecchi gestori della piscina”.

È infuriato Francesco Filosa, patron della Mylove, l’azienda che all’inizio dell’anno è stata protagonista di uno dei più grandi colpi imprenditoriali dell’hinterland: l’acquisto dell’Hotel Quadrifoglio, l’albergo delle grandi fabbriche di Pomigliano, Fiat, Alenia, Avio, l’hotel ubicato a due passi dal Cis di Nola.

“Nell’hotel non ci sono nessuna occupazione e nessun presidio dei lavoratori – rassicura Filosa ai lettori de ilmediano.it – le notizie pubblicate circa il Quadrifoglio sono del tutto false e prive di fondamento”. In effetti, in base al chiarimento dell’imprenditore, l’hotel Quadrifoglio è chiuso da un po’ di tempo per dare spazio a una totale ristrutturazione dell’intero complesso ricettivo, che dovrà rilanciarne l’immagine in tutto il polo industriale. “Si tratta di una chiusura temporanea – aggiunge Filosa – fino al 30 di agosto: ma i posti di lavoro non sono assolutamente in pericolo, chi parla e scrive di questo mente”.

Filosa specifica tra l’altro che i dipendenti dell’hotel sono pronti a sottoscrivere una lettera di sostegno alla Mylove e al nuovo progetto imprenditoriale che sta per decollare. Il problema, semmai, è puntato sulla situazione che sta coinvolgendo il centro sportivo del Quadrifoglio, cioè la piscina, i campi da tennis e il campo di calcio. In questo caso si sta registrando una brutta contrapposizione. I vecchi gestori, che non vogliono abbandonare gli impianti, e i loro addetti, che vogliono seguirli e che quindi non vogliono passare alla Mylove, stanno contestando l’arrivo di Filosa e presidiano la piscina.

“Stanno occupando da mesi indebitamente – sottolinea Filosa – strutture che non sono più, sin da marzo, nella disponibilità dei vecchi gestori. E questo succede nonostante queste persone abbiano ricevuto dal tribunale l’intimazione a lasciare gli impianti. Inoltre – racconta l’imprenditore – abbiamo scoperto che in quegli impianti c’è l’amianto per cui dobbiamo avviare una dovuta bonifica che ci viene impedita ingiustamente e illegalmente. E poi – l’accusa finale dell’imprenditore – abbiamo anche scoperto altre gravi situazioni, che faremo chiarire nelle sedi dovute”.

Filosa si definisce vittima di una persecuzione, anche mediatica, che si sta abbattendo sul suo gruppo da troppo tempo. “Abbiamo investito cinque milioni di euro ma ci attaccano in un modo ingiustificato e indegno ”, conclude il titolare della Mylove.

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