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Fumo negli occhi

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Sarà la moda del momento, sarà che ora tutti scendono in piazza, sarà che tutti vogliono sentirsi partecipi degli eventi ma malauguratamente, di soluzioni vere e proprie per il nostro territorio non se ne vedono ancora. Il caso di San Sebastiano.

Sabato 9 novembre, durante il convegno “Salute Ambiente Territorio” abbiamo incontrato il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Capasso, il quale ci ha accennato la volontà dell’amministrazione di partecipare a un non meglio specificato “Clean up the World Vesuvius”, per ripulire la Panoramica Fellapane a San Sebastiano. Per chi non la conoscesse, la Panoramica sansebastianese, è una delle porte d’accesso al Parco Nazionale del Vesuvio ma è anche un ricettacolo di immondizia di ogni tipo.

Ci siamo un po’ informati e in realtà, Clean up The World e Let’s do it Vesuvius non c’entrano un bel niente con i proponimenti sindacali ma è probabile che Capasso facesse riferimento alla Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti, quella che si celebra dal 17 al 23 novembre. Insomma un bel momento per farsi pubblicità ma una sterile azione che non produrrà nulla di positivo per cittadinanza e territorio.

Il sindaco minimizza su ‘sta cosa della Panoramica perchè riduce il problema ai fazzolettini delle coppiette, quelle che secondo lui pur sempre devono amarsi e “del resto siamo stati tutti ragazzi”. E purtroppo, da anni, con questo andante, si va avanti così, impedendo ai cittadini di muoversi tranquillamente lungo la strada che porta al Parco Nazionale del Vesuvio. Con le coppiette infatti sono arrivati i guardoni, poi sono arrivate le rapine, che spesso non vengono denunciate, come accade a Napoli, per sfiducia nelle istituzioni e per non dare troppe spiegazioni alla famiglia. Poi sono arrivate le coppie clandestine e quelle dell’amore mercenario e per finire, al culmine dell’escalation, i due omicidi in tre anni, commessi proprio in quel luogo. Queste sono le conseguenze della perdita di controllo e di legalità di una parte del territorio.

L’ultima idea del sindaco, come ci confidava in quel contesto, era quella di andare su parte della via e di ripulirla e chiuderla definitivamente ai malintenzionati. Ora i problemi sono tre: quale sarà la parte da ripulire? Chi dovrà ripulirla e soprattutto come?

Il primo cittadino ventilava una pulizia fino agli ex uffici tecnici del Parco, quelli che in futuro saranno probabilmente dati al CTA del Corpo Forestale. In verità, il sindaco c’è sembrato un po’ confuso perchè quel tratto di strada non è adibito a sentiero, non ha marciapiedi, la nuova ditta di spazzamento ci sta lavorando da 15 giorni (quindi perchè pulirla?) e l’unica emergenza è quella della discarica nella quale in suoi dipendenti furono trovati nel 2010 a scaricare i rifiuti comunali. Di certo lì dentro non ci possono andare i poveri cittadini, anche se lui sostiene che il pericolo non ci sia (perchè c’è un documento dei Vigili del Fuoco che lo attesterebbe), sta di fatto che lì si è scaricato fin quando qualcuno non ha deciso di darle fuoco per coprire chi sa quali magagne.

Ma ammesso e non concesso che Giuseppe Capasso facesse riferimento al tratto superiore della strada, da suddetto edificio in su, là dove le coppiette si divertono maggiormente, cosa pretenderebbe? Che la cittadinanza attiva andasse a raccogliere profilattici e fazzolettini? La cosa ci lascia perplessi, anche perchè il problema vero e proprio, e lo ripeteremo fino all’infinito, non è soltanto quello che lasciano le coppie innamorate ma piuttosto quello che sta ai lati della strada, e non ci riferiamo all’amianto a suo tempo segnalato e ancora lì presente, ma dei rifiuti che stanno al confine tra San Sebastiano e Massa, tra la Panoramica e via Gramsci e che nessuno sembra voler vedere.

Per quel che riguarda l’eternit, Capasso lamentava il suo esoso costo di smaltimento e sinceramente, in quel contesto, in quello di un convegno dove si analizzava il nesso tra le neoplasie e l’inquinamento territoriale, pensare più ai costi che ai rischi ci è sembrato emblematico, se non di cattivo gusto. Quale sarebbe stata l’alternativa? Far finta di niente e lasciarlo lì? Ci auguriamo soltanto che lo rimuovano, qualora si decidesse di portare i volontari lassù ad alzare preservativi e affini.

In questi ultimi tempi abbiamo elogiato la partecipazione della cittadinanza alla pulizia delle scuole vandalizzate e rimaniamo dell’idea che, al di là delle scarse misure di sicurezza attuate per i partecipanti, l’idea era potenzialmente positiva. Ma basarsi in buona parte sulla forza lavoro, e la buona volontà dei cittadini, pensiamo debba rientrare nell’eccezionalità del momento e non nella norma dell’antico squallore della Panoramica Fellapane. Del resto, far passare la pulizia parziale della strada come azione risolutiva ci sembra una debole soluzione a quel problema. Così come chiudere definitivamente quella sbarra lì dove inizia il sentiero n°8 del Parco Nazionale del Vesuvio.

La proposta, al sindaco Capasso, gliel’abbiamo però fatta. Gli abbiamo chiesto di rendere più vivibile quella zona e permettere a tutti i cittadini di frequentarla. Perchè, dopo una radicale pulizia, compresa quella delle discariche, bisogna far sì che la gente passi per quei luoghi, si fermi, li frequenti e magari vi spenda pure, creando un circolo virtuoso che possa ridargli vita. Perchè non mettere quindi delle casette di legno, tipo quelle da giardino, dove poter vendere i prodotti dei coltivatori locali? Perchè non mettere un info-point del Parco? È facile parlare di eccellenze locali ma a parte le parole e i tg regionali, cosa si fa per loro? “Ma lì c’è pericolo d’incendio!” Risponde il sindaco; ma perchè senza le casette, gli incendi non scoppiano lo stesso? E cosa si è fatto in passato per evitarli? E non sarebbe una maggiore frequentazione di quei luoghi ad attuare una sorta di auto controllo del territorio? E invece no! Il sindaco, sembrava che volesse che il problema glielo risolvessimo noi, con le nostre proposte e con le nostre mani, anche perchè lui aveva già deciso di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.

Purtroppo, anche se siamo riuniti in comitati e associazioni o liberi cittadini, non siamo noi ad amministrare il paese; noi, il nostro dovere, lo facciamo, pagando le tasse e rispettando le leggi. Sarebbe inoltre opportuno, come qualcuno sostiene, iniziare un percorso con l’associazionismo locale, dove è possibile che qualcosa di buono ne esca fuori, ma con proposte ragionate e da attuare sul lungo periodo e con eventuali collaborazioni ma è anche e soprattutto l’amministrazione che dovrebbe pulire e attuare azioni per la riqualificazione del territorio altrimenti, quale sarebbe la sua funzione?

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