Il Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat si presenteranno all’una davanti al varco operai della fabbrica. Due gli obiettivi: “sabotare” i contratti di solidarietà e lanciare un appello per i 316 operai del Wcl di Nola e i 700 della Marelli.
“La questione dei 316 operai di Pomigliano trasferiti nel 2008 nel reparto confino di Nola è il preludio allo smantellamento dello settore automobilistico campano”. Mimmo Mignano, operaio licenziato dalla Fiat cinque anni fa e da tempo leader locale dei Cobas, è più che pessimista circa il futuro del polo dell’auto partenopeo.
Per questo motivo oggi, all’una, Mignano e i suoi del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat hanno annunciato una manifestazione davanti alla grande fabbrica della Panda. Gli extraparlamentari della sinistra politica e sindacale non riescono a digerire quel trasferimento di sei anni fa nè l’accordo per i contratti di solidarietà firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl la settimana scorsa. Solidarietà che sta coinvolgendo 1949 dei 4500 addetti dell’impianto non direttamente impegnati nelle produzioni manifatturiere.
Uno strumento che comunque farà aumentare i salari e consentirà il rientro in attività per pochi giorni al mese. Dal provvedimento sono stati però esclusi sia i 316 di Nola che i 700 della Marelli ex Ergom di Poggioreale. Nei due stabilimenti dell’indotto Fiat napoletano le produzioni sono quasi del tutto ferme per cui risulta impossibile introdurvi questo strumento puntato alla riduzione dell’orario di lavoro.
“Invece – rintuzza Mignano – dobbiamo affossare questi contratti di solidarietà: basta con accordi al ribasso mentre Marchionne se ne va Oltreoceano con circa 5 milioni di euro, mentre i sindacati confederali si prendono oltre 200 milioni di euro al mese di solo tessere: la solidarietà la facciano loro. L’attacco al salario e ai diritti non è un problema operaio, ma deve impegnare i movimenti al diritto all’abitare, i comitati contro le discariche, l’ambiente, i precari, i disoccupati, i centri sociali. Per tutti questi motivi – l’appello di Mignano – invitiamo oggi alla partecipazione i 316 operai di Nola e gli ex Ergom ormai fuori dalle attività produttive di Pomigliano”.

