Ieri gli autorganizzati, riuniti nella loro sede della città delle fabbriche, hanno deciso di intraprendere azioni di lotta a partire dall’inizio del nuovo anno. Il dramma della cassa integrazione e dei licenziamenti.
7 licenziamenti nell’indotto, assunzioni part time per riduzione di commesse e la cassa integrazione che non si schioda dallo stabilimento automobilistico di Pomigliano e dalle aziende satelliti. Sono stati i temi affrontati ieri mattina nella sede Slai Cobas ubicata nella città delle fabbriche. Secondo quanto riferito da Vittorio Granillo, leader locale degli autorganizzati, la Trasnova, azienda dell’indotto interno della Fiat, ha avviato una “procedura di riduzione di personale e messa in mobilità, prevista per questo fine dicembre, per 7 lavoratori, su un organico di 58 addetti nella “gestione piazzale” “, vale a dire tagli nel servizio di presa in carico e gestione delle vetture complete dal reparto finizione all’invio su treni e bisarche per la commercializzazione.
” E’ un fatto – commenta Granillo – che la dice lunga circa le reali prospettive dello stabilimento di Pomigliano d’Arco “. Altro campanello d’allarme: la stabilizzazione di 38 operai della Lear di Caivano, ancora un’azienda dell’indotto Fiat. Lavoratori precedentemente assunti con contratti a termine. Ma gli operai Lear appena assorbiti in via definitiva non potranno essere contrattualizzati a tempo pieno. Per loro solo contratti part time, a 28 ore. ” E questo a causa – fanno sapere gli esponenti dello Slai – delle necessità del cliente Fiat Pomigliano, necessità che prevedono nel corso dell’anno 2014 una riduzione delle attività lavorative attuali”. Dai problemi occupazionali ai ricorsi in tribunale. Sempre ieri l’avvocato dello Slai, Arcangelo Fele, ha reso noto che il sindacato ha vinto una causa contro la Fiat, un ricorso relativo a uno sciopero improvviso nella catena di montaggio che determinò la messa in libertà dei circa 2mila addetti del reparto. L’episodio risale all’aprile del 2004.
” Il tribunale di Napoli – scrivono gli autorganizzati nel loro comunicato – con sentenza dello scorso 16 agosto 2013 (rilasciata solo il 10 dicembre per i noti ‘tempi tecnici’ della giustizia) ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale nei confronti dei lavoratori e del sindacato di base censurando la serrata aziendale (in occasione dello sciopero indetto il 6 aprile 2004 dalle ore 6.00 alle 6.30 nel reparto montaggio Alfa 147), quando la Fiat per rappresaglia mandò a casa per l’intero turno di lavoro e senza retribuzione i circa 2.000 addetti che oggi potranno reclamare quei soldi (circa 100 euro compresa rivalutazione ed adeguamento istituti salariali quali tredicesima, ferie ecc.) “. Cause e prossime mobilitazioni.
Granillo ha concluso la riunione facendo sapere che “nuove iniziative giudiziali sono in corso, cause legate alla partecipazione dei cassintegrati alle assemblee sindacali e al rientro a Pomigliano dei lavoratori attualmente confinati nel Wcl di Nola”. Lo Slai annuncia battaglia: ” l’assemblea di lavoratori e lavoratrici svolta in sede preannuncia l’avvio di prossime mobilitazioni da gennaio, contro il pericolo licenziamenti nella Fiat e nell’indotto”.

