Dopo il tonfo estivo, piccola ripresa delle vendite dell’utilitaria made in Pomigliano. Una sola giornata di cig prevista per lunedì 18 novembre. Ma il futuro resta incerto.
Panda in ripresa, ordini in aumento nel periodo autunnale. Sono 114mila le Panda prodotte tra il primo gennaio e il 30 ottobre di quest’anno. Un dato che già ora fa registrare un aumento del 10 % rispetto a tutto il 2012, quando sono state realizzate 107mila unità dell’utilitaria made in Pomigliano.
Un segnale positivo che paradossalmente spunta dalla fase più nera della crisi dei consumi in Italia. Intanto le produzioni della grande fabbrica automobilistica partenopea sono in leggera ripresa dopo il tonfo estivo che ha determinato una settimana di cassa integrazione all’inizio di ottobre e un altro giorno di cig il 25 dello stesso mese. Una sostanziale paralisi dell’andamento produttivo in qualche modo resa meno traumatica dal ponte di Ognissanti, che ha fatto aumentare le pause della catena di montaggio. Ora però spunta la “ripresina” d’autunno, una cadenza in salita che sarà frenata soltanto da un ennesimo, probabile, stop, quello previsto per il prossimo 18 novembre, lunedì. Fermata in cassa integrazione che però non è stata ancora confermata.
A ogni modo gli ordini della Panda sono in risalita. I dati relativi al 30 ottobre fanno segnare 88mila vetture immatricolate in Italia e altre 26mila all’estero. 114mila unità in tutto, vale a dire 7mila in più rispetto all’anno precedente. Ma il 2012 risulta migliore se si considerano anche le vendite della vecchia Panda prodotta fino all’anno scorso nello stabilimento polacco di Tichy. In questo caso il segno per Pomigliano è negativo, visto che gli ordini complessivi dello scorso anno, vale a dire compresi quelli del modello slavo, superano del 25 % le produzioni attuali. Comunque è sulla nuova utilitaria che si giocano le sorti produttive e occupazionali. Secondo le proiezioni del momento Pomigliano entro dicembre potrebbe superare la soglia della 140mila vetture prodotte.
Numeri che comunque non consentiranno il via libera al terzo turno, il turno di notte, l’unico strumento organizzativo finora immaginato per sbloccare la difficile situazione in cui versano i 1400 cassintegrati a zero dell’impianto, la cui posizione è alleviata di poco da uno sterile programma di rientro a rotazione: poche settimane nell’arco di un intero anno. Ma il tempo stringe. Il prossimo 31 marzo scadrà la copertura della cassa integrazione straordinaria che sta tutelando l’occupazione dei 1400 cassintegrati di Pomigliano.
“E’ necessario senso di responsabilità per trovare soluzioni insieme – fa notare Gerardo Giannone, dipendente Fiat e responsabile dell’osservatorio “Classe Operaia” – Non è giustificabile il fatto che più di mille persone si trovino ancora in cig: ciò che conta sono la fabbrica e le sue produzioni. Intanto la politica e gli altri speculano sulle disgrazie”. Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, spicifica che però “ le difficoltà si inquadrano soprattutto nell’ambito di una situazione economica nazionale molto allarmante per cui, a questo punto, soltanto l’intervento del governo finalizzato al rilancio dei consumi potrà dare un impulso effettivo alle produzioni. Ma su questo fronte – conclude il responsabile del sindacato maggiormente rappresentativo nella Fiat di Pomigliano – non si registrano ancora segnali concreti”.







