La sentenza conferma il rientro dei 145 operai iscritti alla Fiom nella newco Fabbrica Italia Pomigliano, rimossa da un anno. Fiat: “Una decisione che non cambia niente”. Di parere opposto i metalmeccanici della Cgil.
Il primo grado del tribunale del lavoro di Roma c’era stato il 22 giugno del 2012. Quindi, ad agosto, la richiesta di sospensiva e, il 19 ottobre dello stesso anno, il secondo grado, l’appello. In tutti questi casi la magistratura capitolina ha sempre dato ragione alla Fiom: la Fip Fabbrica Italia Pomigliano, cioè la new company costituita nel 2010 al posto di Fiat Group Automobiles Pomigliano, con l’obiettivo di produrre la Panda dando contestualmente pratica attuazione al nuovo contratto dell’auto, ha discriminato 145 lavoratori iscritti alla Fiom, che quel contratto non ha voluto sottoscrivere. 145 dipendenti lasciati fuori dalla newco e dalle produzioni, in cassa integrazione, sotto l’insegna di Fga.
Lavoratori che quindi, alla luce della sentenza d’appello, dovevano essere tutti assunti nella newco. Contro questa decisione la Fiat ha però subito avanzato ricorso in cassazione. A ogni modo i primi 19 metalmeccanici della Cgil sono tornati in fabbrica, il 27 novembre di quello stesso anno. Ma dopo più di due mesi di un lunghissimo corso di formazione, nel febbbraio del 2013, i 19 sono stati messi alla porta dall’azienda: tutti di nuovo in cig. Questo perchè il Lingotto nel frattempo ha tolto di mezzo la newco Fip facendo tornare i 4500 addetti della fabbrica automobilistica sotto le insegne di Fiat Group Automobiles. Ieri, poi, la cassazione ha reso noto di aver respinto il ricorso Fiat: sentenza d’appello del 19 ottobre confermata, dunque. Per inammissibilità: il ricorso era stato avanzato dalla Fiat a nome della newco, ormai messa da parte.
Per il Lingotto intanto quest’ultima sentenza “non cambia niente visto che tutti i lavoratori sono tornati sotto la stessa insegna, la Fga, Fiat Group Automobiles”. Di parere opposto la Fiom di Napoli che parla di “una sentenza che stabilisce una volta per tutte che la Fiat discrimina i lavoratori iscritti al sindacato diretto da Landini”. Ma la intricata querelle giudiziaria non è affatto finita. Subito dopo il ritorno in cassa integrazione dei 19 operai iscritti alla Fiom i metalmeccanici Cgil hanno fatto ricorso, sempre al tribunale di Roma, per ottenere di nuovo il rientro delle tute blu respinte. Questa richiesta dei metalmeccanici della Cgil è stata però bocciata dalla magistratura della capitale. L’appello richiesto dalla Fiom è previsto per la fine di questo mese.
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