Frida Khalo sarà in mostra alle Scuderie del Quirinale, dal 20 marzo al 31 agosto 2014 in una delle esposizione più attese dell’anno: l’amore per Diego Rivera, la sofferenza che ne costellarono la vita in una personale da non perdere.
>“Non esiste arte più squisitamente femminile nel senso che, per ottenere il massimo di seduttività, si presta volentieri a farsi di volta in volta assolutamente pura e assolutamente perniciosa”. Bastano le parole di Andrè Breton, teorico del Surrealismo, per meglio identificare l’anima dell’immortale Frida Kahlo: la sua pittura sconvolgente e prepotentemente autobiografica l’hanno consacrata come una delle icone cult dell’arte del Novecento, un mito per generazioni di donne.
Tenera, sincera e al tempo stesso drammaticamente realista, l’artista messicana sarà omaggiata da una delle mostre più attese di quest’anno nel panorama nazionale: alle Scuderie del Quirinale, dal 20 marzo al 31 agosto 2014, un’esposizione imperdibile presenterà Frida Kahlo (1907-1954) e il suo legame con i movimenti artistici della sua epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, passando per l’arte popolare e le tradizioni precolombiane, prospettando un focus sugli scambi e le influenze della sue opera.
Attraverso un corpus di capolavori provenienti dalle principali collezioni e da raccolte pubbliche e private di Messico, Stati Uniti ed Europa, l’artista è messa a nudo, svelata nella sua più intima natura: la pittura di Frida è lo specchio di una personalità prorompente, indice di quel carattere ribelle ed anticonformista che l’hanno resa il simbolo mondiale del femminismo.
Furono due gli eventi principali che ne hanno costellato la vita e, di conseguenza, segnato l’essenza della sua arte. Da una parte c’è la sofferenza: il corpo martoriato da malattie – era perseguitata da una malformazione congenita della colonna vertebrale, soffrì di depressione e morì, con molta probabilità, di embolia polmonare – e i gravi incidenti che la costrinsero per lungo tempo a letto – nel 1907 venne coinvolta in un incidente mentre viaggiava su un autobus: un’asta di metallo le trapassò il corpo da una parte all’altra (foto)- ebbero in tela e pennello uno sbocco quasi naturale.
Dall’altra c’è il grande amore per il pittore muralista Diego Rivera, che sposò due volte e dal quale venne tradita ripetutamente ma per cui provò sempre un amore tanto profondo da essere immortalato in una vasta gamma di ritratti.
Raggiunta fama internazionale viaggiò ed espose in America e in Europa. Conobbe e strinse legami con molti degli intellettuali dell’epoca. Ad esempio, fu nel 1938, mentre soggiornava in Messico, che il poeta francese Andrè Breton riconobbe nella sua opera un’originale impronta surrealista tanto da apparirgli come “>una bomba avvolta da un nastro di seta“. Eppure Frida rigettò questa considerazione: “Pensavano fossi una surrealista. Non lo sono mai stata: ho sempre dipinto la mia vita, non i miei sogni”. Antesignana di un femminismo ardente, Frida era troppo risoluta ed emancipata perchè qualsiasi costrizione potesse limitarla: ogni definizione, ogni schema in cui circoscriverne il dramma e la poesia, rischiavano di svilire l’immensa passione per quell’arte che amava oltre ogni tragedia, oltre il dolore: “>non sono malata, sono spezzata. Ma finchè riesco a dipingere sono felice di essere viva“. Magdalena Carmen Frida Kahlo Calderón: semplicemente un’eroina del XX secolo.
(>Fonte foto: Rete internet)

