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Fiat, discriminazione a Pomigliano: il 27 giugno l’appello

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La sentenza di Cassazione ha confermato il rientro dei 145 operai Fiom nella newco Fabbrica Italia Pomigliano. Intanto i metalmeccanici della Cgil non mollano. Tra meno di tre mesi udienza d’appello per la fuoriuscita forzata di 19 operai Fiom.

L’intricata querelle giudiziaria tra la Fiat e la Fiom non è affatto finita. Subito dopo il ritorno in cassa integrazione, era il febbraio del 2013, dei 19 operai iscritti ai metalmeccanici della Cgil il sindacato di Landini ha fatto ricorso, al tribunale di Roma, per ottenere di nuovo il rientro nei luoghi di produzione diretta delle tute blu respinte dal Lingotto.

Questa richiesta dei metalmeccanici della Cgil è stata però bocciata dalla magistratura della capitale. Ma l’appello richiesto dalla Fiom è previsto per il prossimo 27 giugno. Intanto si è esaurita con un sostanziale si a favore della Fiom la prima parte del tira e molla giudiziario in sede civile sul caso della discriminazione a Pomigliano ai danni di chi era iscritto all’organizzazione della sinistra politica e sindacale. Il primo grado del tribunale del lavoro di Roma c’era stato il 22 giugno del 2012.

Quindi, ad agosto, la richiesta di sospensiva e, il 19 ottobre dello stesso anno, il secondo grado, l’appello. In tutti questi casi la magistratura capitolina ha sempre dato ragione alla Fiom: la Fip Fabbrica Italia Pomigliano, cioè la new company costituita nel 2010 al posto di Fiat Group Automobiles Pomigliano, con l’obiettivo di produrre la Panda dando contestualmente pratica attuazione al nuovo contratto dell’auto, ha discriminato 145 lavoratori iscritti alla Fiom, che quel contratto non ha voluto sottoscrivere. 145 dipendenti lasciati fuori dalla newco e dalle produzioni, in cassa integrazione, sotto l’insegna di Fga. Lavoratori che quindi, alla luce della sentenza d’appello, dovevano essere tutti assunti nella newco. Contro questa decisione la Fiat ha però subito avanzato ricorso in cassazione.

A ogni modo i primi 19 metalmeccanici della Cgil sono tornati in fabbrica, il 27 novembre di quello stesso anno. Ma dopo più di due mesi di un lunghissimo corso di formazione, nel febbraio del 2013, i 19 sono stati messi alla porta dall’azienda: tutti di nuovo in cig. Questo perché il Lingotto nel frattempo ha tolto di mezzo la newco Fip facendo tornare i 4500 addetti della fabbrica automobilistica sotto le insegne di Fiat Group Automobiles. Ieri, poi, la cassazione ha reso noto di aver respinto il ricorso Fiat: sentenza d’appello del 19 ottobre confermata, dunque. Per inammissibilità: il ricorso era stato avanzato dalla Fiat a nome della newco, ormai messa da parte.

A ogni modo per il Lingotto quest’ultima sentenza "non cambia niente visto che tutti i lavoratori sono tornati sotto la stessa insegna, la Fga, Fiat Group Automobiles". Di parere opposto la Fiom di Napoli che parla di "una sentenza che stabilisce una volta per tutte che la Fiat discrimina i lavoratori iscritti al sindacato diretto da Landini".

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