Un operaio del reparto logistico di Nola, Antonio Frosolone, si è chiuso in casa e rifiuta ogni cura. Non lavora da sei anni di fila.
E’ in sciopero della fame e della sete da giovedì scorso e sta rifiutando le cure dei medici. I carabinieri hanno anche tentato di convincerlo ad andare in ospedale, almeno per scongiurare il peggio.
Ma non c’è stato niente da fare. Antonio Frosolone, 49 anni, operaio del polo logistico Fiat di Nola, è ostinato quanto disperato. Non lavora da sei anni di fila, dal 2008, in cassa integrazione a zero ore da molto, troppo tempo. Il reparto logistico Fiat di Nola, denominato Wcl, è un impianto piuttosto recente che non è mai decollato. Conta oltre 300 addetti, tutti in cig. Nel frattempo Antonio, che da tempo soffre anche di seri problemi di salute, ha optato per la decisione estrema. Steso sul letto di casa, dove vive da solo, a Varcaturo, rifiuta cibo e acqua. L’operaio sta comunicando attraverso facebook.
"Oggi – scrive Antonio ( il post risale a ieri mattina ) – inizia il terzo giorno di digiuno (cibo e acqua) e di sospensione di tutte le mie cure farmacologiche. Comincio ad avvertire dei disturbi, assenza di forza e dolori articolari. Ringrazio gli amici e i carabinieri che mi sono venuti a trovare. Ma io continuo. Vi terrò aggiornati, finché ci riuscirò". Antonio, come tanti altri suoi colleghi del Wcl di Nola, vuole fare ritorno nella Fiat di Pomigliano, da dove è stato trasferito. Il desiderio dei tanti cassintegrati di Pomigliano e dell’indotto è che il contratto di solidarietà venga esteso a tutti, anche ai circa 2400 addetti che lavorano a tempo pieno alle produzioni Panda.
Nel Wcl di Nola si contano due suicidi tra i cassintegrati, quello di Pino De Crescenzo, 44 anni, impiccatosi ad Afragola, e della collega Maria Baratto, 47 anni, trovata morta in un appartamento di Acerra, a maggio. Maria si è uccisa infliggendosi una serie di coltellate all’addome. Intanto si spera nel rilancio del reparto logistico. I sindacati firmatari dell’accordo Panda hanno di recente sottoscritto un accordo con la Fiat finalizzato alla creazione entro ottobre di circa 60 postazioni di lavoro attorno a cui dovranno ruotare i 310 cassintegrati del Wcl.

