Sono cauti e a volte dubbiosi i lavoratori della Panda. Molto più ottimisti gli imprenditori dell’indotto, Paolo Scudieri in testa.
Il Lingotto, da Torino, annuncia che l’accordo con Veba “apre prospettive per tutti gli stabilimenti”. Intanto dopo la notizia dell’acquisizione definitiva dell’americana Chrysler serpeggia un cauto ottimismo tra i lavoratori della Fiat di Pomigliano e del vasto indotto regionale e tra gli imprenditori dell’indotto campano. Un sistema industriale flagellato da una cronica cassa integrazione ma caratterizzato anche dalla produzione italiana di punta della casa automobilistica guidata da Marchionne, la nuova Panda. Ieri pomeriggio, davanti al varco operai della grande fabbrica napoletana, soltanto pochi lavoratori si mescolano all’andirivieni del cambio turno. L’impianto, che conta 3000 addetti in attività e 1400 in cassa integrazione, è infatti praticamente fermo a causa dei problemi di mercato che hanno determinato un lungo stop produttivo, consumato attraverso gli strumenti dei permessi retribuiti, delle ferie residue e dei ponti festivi.
Un impasse di venti giorni che paralizza le produzioni dallo scorso 19 dicembre. Le attività di Pomigliano riprenderanno dopo la Befana, martedì 7 gennaio. A ogni modo c’è chi si reca lo stesso al lavoro nei reparti che producono anche per altri impianti sparsi in Italia, come nello stampaggio delle lamiere, oppure nella manutenzione. “L’ottimismo c’è, il pensiero è sempre positivo – spiega A.T., 46 anni, da 25 a Pomigliano – ma se non mettono un’altra vettura non si sa che fine faremo anche perchè col nuovo contratto la Fiat può fare quello che vuole”. ” Quando c’è la globalizzazione – aggiunge Mario, 46 anni, di Pompei, da dieci nello stampaggio – non si sa mai cosa possa succedere. L’importante è che ci siano certezze per l’Italia perchè se spostano la sede in America qui diventiamo una succursale”.
Gennaro Albano, 52 anni, di Nola, Giovanni, 32, di Acerra, e Fabrizio, 39, di Pomigliano, tutti dello stampaggio, riflettono sul futuro prossimo. “Per risolvere il problema dei cassintegrati e per dare certezze anche a noi in attività – spiegano – sarà necessario produrre un’altra vettura concepita per un mercato straniero florido: quello nostro è saturo”. Nel frattempo si accendono speranze sul fronte dell’indotto, ormai in ginocchio. ” Pochi giorni fa – ricorda Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – la Adler di Paolo Scudieri ha potuto annunciare la ricollocazione nel neonato polo del lusso ” Maserati ” di Airola di alcune decine degli oltre 700 cassintegrati della Marelli di Poggioreale, piombata in una crisi profonda”.
Ora è lo stesso Scudieri, a confermare le dichiarazioni appena diramate dal Lingotto, che parla di un accordo che “apre nuovi orizzonti e nuove possibilità per tutti gli impianti italiani, così com’è già accaduto per Melfi, dov’è previsto il lancio del suv Jeep”. Ecco come commenta l’acquisizione di Crhrysler il patron di Adler: ” L’accordo sottoscritto è una delle operazioni più strategiche nel settore automobilistico, che consentirà alla Fiat di migliorare le economie di scala. Un accordo che anche per l’indotto rappresenta una buona notizia. Se la Fiat cresce ed è più forte sui mercati internazionali anche l’indotto ne beneficerà. Marchionne sta portando su altissimi livelli il marchio automobilistico per cui avremo, ne sono certo, positive ripercussioni non solo per gli stabilimenti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-Paese e per l’indotto, che beneficerà delle maggiori risorse del Lingotto da destinare agli investimenti in Italia”.
(>Fonte foto: Rete internet)

