In una fabbrica blindata per l’arrivo dei concessionari da mezzo mondo, Slai Cobas e Cobas stamane si mobilitano dopo il suicidio di un operaio cassintegrato.
La tensione scaturita dal lavoro che non c’è è alta nel polo industriale di Pomigliano. E’ stato forte lo choc provocato dal suicidio, martedì, dell’operaio Fiat Pino De Crescenzo, militante Sali Cobas in cassa integrazione da anni. Ieri mattina, a Casoria, nella chiesa di San Benedetto, si sono svolti i funerali del quarantatreenne padre di due figli. Stamane per ricordarne la tragedia i militanti dello Slai, alle 9, monteranno un presidio davanti alla Fiat.
Non è finita. A mezzogiorno sopraggiungeranno i Cobas del Comitato di Lotta Cassintegrati e licenziati. I Comitati di base hanno proclamato lo sciopero: vogliono bloccare la fabbrica automobilistica. E tutto ciò si consumerà proprio mentre Alfredo Altavilla, numero due di Fiat Chrysler in Europa, Africa e Medio Oriente, incontrerà nell’impianto napoletano centinaia di concessionari. Per la convention con i “dealers ” provenienti da mezzo mondo l’azienda ha fatto le cose in grande: palchi, teloni , tende, schermi. Le attrezzature sono state installate nel piazzale della ex meccanica, nell’estrema ala nordorientale del perimetro dello stabilimento.
Una zona che secondo quanto specificato dal Lingotto sarà proibita a tutti, tranne che ai concessionari, appunto. Intanto si rincorrono le voci di una visita a sorpresa da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne e del presidente John Elkann. Cosa che però è stata seccamente smentita dai portavoce aziendali. Quel che si sa è che molto probabilmente i vertici Fiat illustreranno i futuri modelli che saranno in gran parte prodotti dal comparto italiano. In tal caso le attese puntano, ovviamente, anche sulla fabbrica di Pomigliano, l’impianto “Gold Medal”, scelto non a caso dalla Fiat per ospitare la convention. Evento verso cui Slai Cobas e Cobas stanno però manifestando disinteresse o disprezzo.
“A convention nun se fa”, titolano in dialetto napoletano i Comitati di Base in un comunicato. “Vogliono festeggiare i loro profitti multimiliardari sulla pelle dei lavoratori e dei cassintegrati, dei precari, dei disoccupati – stigmatizzano i Cobas – ma quale convention se poi si chiudono le fabbriche, si distrugge il lavoro e si dimezzono i salari ?”. Lo Slai Cobas, poi, è sferzante.
“Fiat Pomigliano e omicidi di Stato: è ora di dire basta!”, scrivono gli autorganizzati in un loro messaggio che annuncia il presidio di stamane. Messaggio che prende lo spunto dal suicidio dell’operaio De Crescenzo. “Gli operai si ammazzano e domani Marchionne festeggia a Pomigliano: svergognamolo!”, l’invito dello Slai. “Giuseppe de Crescenzo – aggiunge lo Slai Cobas – era un nostro militante, uno dei 300 operai della Fiat confinati da Pomigliano nell’inesistente reparto logistico di Nola e che, a fronte delle innumerevoli promesse di decollo industriale dei fantomatici “piani” di Marchionne, si trovano da 6 anni collocati in cassa integrazione senza alcun verosimile futuro lavorativo, come le migliaia di cassintegrati “senza futuro” di Fiat Pomigliano e delle aziende dell’indotto, tutte in ridimensionamento o chiusura”.
(>Fonte foto: Rete internet)

