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Festa dei Gigli: ecco la t-shirt anticamorra. Il sindaco: “Rispondiamo ad attacchi ingiustificati”

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Una maglietta con la scritta “La camorra mi fa schifo ma che c’azzecca la festa dei Gigli?” viene distribuita dal Comune durante la manifestazione. Paolo Russo: “Noi puliti e modello per altri”.

Chiamatela t-shirt anticamorra ma, se preferite, anche t-shirt antipolemiche e, se proprio della polemica non potete farne a meno, chiamatela persino t-shirt “anti-don Aniello”, nel senso di don Aniello Manganello, il parroco di frontiera che per anni ha operato a Scampia. È stato lui, giorni fa, a innescare il dibattito: “La festa dei gigli va abolita perché in mano alla camorra”. E domenica, nel giorno clou della festa, la risposta del Comune è arrivata con una t-shirt. La scritta sulla maglietta è chiarissima: “La camorra mi fa schifo ma che c’azzecca la festa dei Gigli?”. Uno slogan che è tutto un programma, al quale hanno aderito centinaia di cittadini ed anche diversi esponenti politici. Il parlamentare Paolo Russo, l’assessore regionale Pasquale Sommese, lo stesso sindaco Geremia Biancardi hanno indossato la t-shirt in “in segno di protesta contro gli attacchi ingiustificati che la nostra città e il nostro ricco patrimonio culturale stanno ricevendo da più parti” (sono parole di Biancardi).

Ha spiegato, invece, Paolo Russo: “Non vi è indagine della magistratura che abbia mai rilevato che ci fosse un condizionamento della camorra sulla festa. Non solo siamo esenti dalle pressioni della criminalità, ma vogliamo essere un modello organizzativo anche per le altre realtà. Questa è una festa candidata ad entrare nel patrimonio Unisco: dobbiamo continuare a lavorare per questo obiettivo”. Discorso chiuso? Ovviamente no. Non è bastata la maglietta, infatti, a convincere quanti si sono schierati con le opinioni di don Manganello. Secondo Francesco Emilio Borrelli dei Verdi (che pure di magliette “antiqualcosa” ne ha indossate tante): “Non basta una magliettina anticamorra per levare i dubbi su una festa pagana che appare sempre più inquinata da ambienti criminali e degenerazioni. Se veramente si vuole salvare l’ evento e conservare la tradizione in modo sano si affidi per l’ anno prossimo la direzione proprio a Don Aniello Manganiello. La sua figura sarebbe un invalicabile argine per le infiltrazioni camorristiche e darebbe piena garanzia di una gestione trasparente allontanando ogni figura sospetta dalla manifestazione”.  

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