E’ rottura nel confronto tra sindacati e multinazionale francese sui tagli per gli ipermercati di Nola, Giugliano e via Argine. Napoletano (Uiltucs): “Impossibile accettare deroghe al contratto nazionale di lavoro in cambio di contratti di solidarietà”.
Esuberi Auchan Campania: rotta la trattativa tra i sindacati e la multinazionale francese della grande distribuzione. Adesso il verbale d’incontro, con cui è stato ratificato il mancato accordo, fa temere per gli attuali assetti occupazionali degli ipermercati di Nola, Giugliano e Napoli-Via Argine. La trattativa sugli esuberi è saltata.
“Le parti – si legge nel documento relativo all’ultimo, fallimentare, confronto dell’altro giorno – prendono atto della distanza delle loro posizioni e dell’impossibilità di trovare soluzioni congiunte. Ritengono quindi compiuto ed esaurito il confronto previsto dalla contrattazione collettiva”. La vertenza era stata aperta dalla stessa azienda, che aveva comunicato ai sindacati l’esistenza di esuberi, non ancora quantificati, tra i 700 addetti degli ipermercati di Nola (sede centrale), Giugliano e via Argine. Una situazione simile si era già verificata per gli ipermercati di Mugnano e di Pompei. In questo caso però era stato trovato un accordo non traumatico, alternativo ai tagli, attraverso l’applicazione dei contratti di solidarietà, vale a dire, sostanzialmente, riducendo di poco i salari per tutti i dipendenti.
Senza però deroghe agli istituti previsti dal contratto nazionale di lavoro. Ora però Auchan chiede deroghe al contratto nazionale. E’ una situazione che in qualche modo ricalca quanto già accaduto alla Fiat di Pomigliano, dove la richiesta di un contratto in deroga, poi firmato da una parte del sindacato, ha determinato conflitti insanabili. Ma adesso il sindacato è unito. Non ha accettato le deroghe chieste dalla’azienda, che a ogni modo vorrebbe risolvere il problema in modo non traumatico, cioè, appunto, con i contratti di solidarietà. “Escludiamo la stipula di un contratto di solidarietà – spiega Antonio Napoletano, della segretaria regionale Uiltucs – che preveda l’aumento da 38 a 40 ore settimanali del turno di lavoro del personale full time (riparametrato per il part time).
E’ una proposta, questa, – specifica Napoletano – che aumenta sensibilmente la percentuale del contratto di solidarietà con una maggiore incidenza negativa sui salari dei lavoratori”. Il sindacato è molto critico anche sulla richiesta aziendale di deroga a un articolo del contratto nazionale di lavoro che “escluderebbe di fatto la maturazione dei permessi individuali retribuiti”.
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