Da uno studio del dipartimento economia e lavoro del Pd del Piemonte è emerso che un addetto della casa automobilistica tedesca guadagna il doppio di un suo collega della Fip di Pomigliano. E il Cipputi teutonico lavora anche meno di quello partenopeo.
Da molto tempo si discute delle differenze sostanziali tra Fiat e Volkswagen. Un paragone che sta correndo, in modo sempre più insistente, anche nel web, attraverso i commenti quotidiani degli operai del gruppo automobilistico italiano. Intanto è spuntato uno studio comparativo che porta la firma di Pietro Pessa, ex sindacalista e attualmente responsabile delle politiche economiche e del lavoro del Partito Democratico del Piemonte. Quest’analisi punta sul confronto tra il salario medio e le condizioni complessive di vita di un operaio dell’azienda tedesca e di un suo collega della Fiat di Pomigliano.
Dall’approfondimento di Pessa, che ha intervistato decine di operai della Volkswagen di Wolsburg e della newco di Pomigliano, acquisendo numerose buste paga, sono emersi dati che non lasciano dubbi e che danno tutta la misura di una sperequazione troppo accentuata tra il trattamento riservato agli addetti del settore automobilistico germanico e quello rifilato ai dipendenti di quello nostrano. Basti pensare che un operaio Volkswagen guadagna tra i 2600 e i 2800 euro netti al mese. Ma con le domeniche e gli straordinari supera i 3 mila euro. Dolenti note, invece, quando di legge la busta paga di un operaio della newco di Pomigliano, l’impianto produttore della nuova Panda la cui realizzazione ha determinato la fuoriuscita della Fiat dal contratto nazionale di lavoro e la cacciata della Fiom da tutte le fabbriche del gruppo italiano.
Torniamo però alle cifre verificate. Nella busta paga di un lavoratore, con moglie e figli a carico, impegnato sulla catena di montaggio della F.I.P. ( acronimo che sta per indicare Fabbrica Italia Pomigliano ) si legge che il salario netto ammonta a 1644 euro a fronte di una paga base di 1535 euro. Pazzesche, poi, le tasse e le detrazioni che gravano su questo stipendio. Il totale delle competenze di un operaio napoletano di seconda fascia e di quinto livello professionale, vale a dire della maggior parte degli addetti alla catena di montaggio della Fip, con moglie e figli a carico, è di 2612 euro. Ma le trattenute ammontano a 972 euro. Non c’è che dire: è un salasso terribile. Sul fronte di questo “spread” salariale c’è da aggiungere che attualmente l’operaio tedesco svolge il turno di notte. Non così capita al suo collega partenopeo.
Nella newco infatti il terzo turno non parte perché le vendite della nuova Panda non tirano ancora. Qui l’eventuale introduzione della turnazione notturna farebbe scaturire un aumento salariale medio di circa 300 euro al mese. “ Però attualmente – precisa Pessa – l’operaio Volkswagen lavora comunque meno dell’operaio Fip, cioè: nonostante il turno di notte fa registrare meno ore di lavoro all’anno ”. Insomma, il Cipputi teutonico, ma anche l’immigrato che ha la fortuna di dipendere da Volfwagen in territorio tedesco, lavora meno e guadagna molto più del Cipputi pomiglianese, flagellato, tra l’altro, da un costo della vita che è equivalente a quello che si registra nelle zone più ricche della Germania. Sempre in base allo stesso studio il divario rilevato tra la gestione Fiat e quella Volkswagen è a dir poco abissale.
“ Nella Volkwagen – spiega Pessa – lo stipendio dell’amministratore delegato è deciso dai lavoratori e c’è un controllo pubblico attraverso la partecipazione societaria del land della Bassa Sassonia. Inoltre – conclude l’analista – bisogna rilevare il ruolo determinante del sindacato metalmeccanico più rappresentativo, la Igmetal, che siede al tavolo delle decisioni alla pari con l’azienda: attraverso questa concertazione la Volkswagen tedesca è riuscita a superare la crisi del 1993 grazie anche a un programma concordato di investimenti che rende tuttora immune l’azienda tedesca dai crolli di mercato ”.
(Fonte Foto:Rete Internet)






