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Il Prefetto garantisce una maggiore vigilanza nei siti di stoccaggio. Probabile indagine della dda sul rogo di Acerra. Monito ai sindaci : “un’azione più energica sul fronte dei rifiuti”.

Il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, ha convocato questa mattina nella sede della Prefettura i sindaci della provincia di Napoli per discutere di roghi di rifiuti e incendi boschivi alla luce della situazione di emergenza verificatasi nelle ultime settimane. Per quanto riguarda i roghi che colpiscono i cumuli di rifiuti nelle strade, De Martino ha richiamato i primi cittadini all’attività di prevenzione "evitando che questi restino in strada". Dai sindaci, invece, la richiesta al prefetto a sollecitare Regione e Governo ad erogare fondi per la bonifica . Per i siti di stoccaggio delle ecoballe il prefetto ha assicurato la volontà di "rinforzare la sorveglianza".

Anzi, molto probabilmente ci sarà l’apertura di un’indagine della Dda di Napoli per accertare l’eventuale presenza della criminalità organizzata dietro i roghi di rifiuti nella provincia di Napoli e, in particolare, dietro l’incendio che ha colpito le ecoballe stoccate a poca distanza dal termovalorizzatore di Acerra. Un’indagine "ad ampio raggio", ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda di Napoli Rosario Cantelmo, che ha partecipato questa mattina alla riunione in Prefettura "Fino ad oggi non avevamo elementi per riconoscere una presenza della camorra – ha dichiarato Cantelmo – ma il fenomeno è tale che potrebbe far sospettare ci siano mani più importanti di qualche cane sciolto".

Oltre ai sindaci dell’hinterland partenopeo, alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti di associazioni ambientaliste e del Coordinamento comitati fuochi. Quest’ultimo, attraverso un comunicato, chiede l’istituzione di un sistema nazionale satellitare di tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali e l’inasprimento delle pene per reati di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti industriali equiparandolo a reato di camorra. A livello locale l’appello viene invece rivolto a Comuni, Province e Regione per provvedere a videosorveglianza nelle zone a maggiore incidenza del fenomeno roghi tossici, oltre a vigilanza e presidio del territorio condiviso e coordinato tra le varie amministrazioni interessate. Le richieste del Coordinamento saranno trasmesse alla Comunità Europea e alla Corte internazionale per i diritti umani.

Tra i presensti in Prefetture anche il parroco del Parco Verde di Caivano Don Maurizio Patriciello, che sì è fatto portavoce di una comunità in gabbia tra i fumi dei roghi di ecoballe da un lato e di cumuli di rifiuti dall’altro. "Bisogna spegnere i roghi tossici e bisogna farlo subito, ha dichiarato Don Maurizio lanciando l’allarme sull’azione delle forze dell’ordine, "alle quali rivolgiamo i nostri ringraziamenti, ma c’è un problema di personale ed è un dato di fatto che il territorio non sia controllato a sufficienza. Un solo arresto per incendio di rifiuti da ottobre 2010 a luglio 2012 la dice lunga. La comunità sta pagando un prezzo altissimo, le ecoballe sono bombe ecologiche pronte ad esplodere.

Le periferie sono allo stremo- ha concluso il parroco- e non abbiamo più fiato in gola per respirare. E’ un problema di ordine nazionale che non si può risolvere solo a livello locale. Domenica scorsa bruciavano le ecoballe ad Acerra, intanto ad Afragola un deposito di detersivi era colpito da incendio e Caivano era in mezzo a una bomba tossica”
(Fonte Foto: Facebook)