Si fa strada l’ipotesi di presentare una civica denominata “Ottaviano bene comune”. Caputo smentisce ma una parte dei democratici insorge. E Luca Capasso attende ancora l’appoggio ufficiale del Pdl.
Il Pd di Ottaviano che si presenta alle elezioni amministrative senza il simbolo è solo un’ipotesi, ma è sufficiente a far litigare i democratici anche in maniesa piuttosto accesa. E’ accaduto mercoledì sera, quando gli esponenti del partito si sono lasciati (dandosi appuntamento a venerdì) divisi su molte cose. Tra le tante, appunto l’idea di confluire in una lista civica, denominata “Ottaviano bene comune”, assieme ad esponenti di Sel, del partito socialista e a pezzi della società civile.
Un’idea osteggiata da un parte del Pd (i cosiddetti renziani) e, per la verità, seccamente smentita dal coordinatore reggente Domenico Caputo: “Allo stato attuale stiamo lavorando per stilare la lista del Partito democratico”. Ed è tuttavia innegabile che di accantonare il simbolo si è parlato e che, dinanzi ad una prospettiva del genere, il vicesindaco uscente Francesca Ambrosio sarebbe tutt’altro che entusiasta e mediterebbe di non candidarsi affatto. Non solo: se davvero il Pd dovesse rinunciare a presentare una propria lista, aumenterebbero sicuramente le chance di una candidatura a sindaco di Michele Saviano, che proverebbe a far convogliare sul suo nome tutti gli scontenti della candidatura di Andrea Nocerino.
Il farmacista, dal canto suo, va avanti per la sua strada. I democratici hanno deciso di appoggiarlo ufficialmente e lui intende arricchire la coalizione con altre liste di supporto. Spiega Domenico Caputo: “I candidati di Nocerino saranno una bella sorpresa. Professionisti e persone stimabili che porteranno una ventata di novità ad Ottaviano”. E fibrillazioni si registrano anche dalle parti del centrodestra. Il Pdl deve ancora annunciare in maniera ufficiale il suo appoggio a Luca Capasso, che tuttavia pure sta andando avanti a comporre liste e programmi.

