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domenica, Maggio 22, 2022

De qualitate vitae

Tra strudel, mandolini e una città fuori concorso.

Sparlare della Vesuviana di questi tempi è un esercizio fin troppo semplice, d’accordo. Treni soppressi, attese snervanti, disavventure, disservizi. Probabilmente se fossimo in Inghilterra gli allibratori si divertirebbero persino a buttar giù le quote delle corse: “A quanto ‘o danno ‘o Napule-Surriento?”, “Nientemeno ca aggio perzo sulo ‘o Sarno, ajere…”, “What?”, “Ai ònli lost the Sarno, ièsterdei!”.

Eh già, ma qua non siamo mica in Inghilterra, né tantomeno potremmo esserlo, anche perché in Inghilterra certe cose banalmente non succedono. Nella gelida e accigliata Gran Bretagna sarebbe sufficiente un ritardo di tre-quattro minuti per scatenare un vero e proprio putiferio collettivo. Lettere al Sindaco, petizioni popolari, manifestazioni di piazza, tutto per via di un innocente, leggerissimo “differimento di servizio”. Un paio di giorni fa il Sole 24ore ha pubblicato la nuova classifica sulla qualità della vita in Italia secondo cui spetterebbe alla frigida Bolzano la corona di reginetta dello Stivale. Altro che triplete, signori!

Questa è addirittura la quarta volta che gli altoatesini guardano tutti dall’alto in basso (’95, 2001 e 2010 le precedenti affermazioni), “Quadricampeões”, direbbero in quel di Rio. Seguono ad un’incollatura Siena, Trento, Rimini, Trieste, Parma, Belluno, Ravenna ed Aosta. Milano diciassettesima, Firenze diciottesima, Roma al ventunesimo posto, Palermo al novantanovesimo. Maglia nera per Taranto e la sua Ilva. E Napoli? Ah sì, Napoli. Onorevoli centosesti a soli quattordici punti-qualità dai cari amici pugliesi. Non c’è che dire, ci difendiamo come sempre alla grande. Ora, com’era ovvio, la cosa non ha lasciato i napoletani indifferenti scatendando twittate, notifiche, tastiere e stilografiche. Fra le altre quella di un illustre scrittore e poeta azzurro… Erri De Luca:

«Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare».

Sicuro, abbiamo il mare, la monn… ehm, la musica e la Storia, ma la pizza, Errisaputo, è a Verona ch’è più buona.

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