Colpito nel rione della ricostruzione Giovanni Gallucci Romano, precedenti per spaccio di stupefacenti. E’ fuori pericolo. Subito dopo l’agguato un parente ha mandato all’ospedale un curioso accorso sul posto.
Ieri proiettili tra i palazzoni bianchi del degrado, spari in un cortile del grande alveare post terremoto di Casalnuovo. I colpi hanno preso un ventenne, Giovanni Gallucci Romano, residente nel rione cosiddetto “219”, dal numero delle legge nefasta che negli anni Ottanta diede il via alla realizzazione di questi ghetti della disperazione su cui hanno lucrato i politici. Comunque il ragazzo, che ha precedenti per spaccio di droga, è stato trasportato al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori, nella vicina Acerra. Gallucci è stato ferito all’inguine e ad una gamba.
Ovviamente imprecisato il motivo dell’agguato.
I feritori o il feritore (da queste parti nessuno si azzarda a parlare per cui poco si sa dell’esatta dinamica del fatto di sangue ) si sono volatilizzati. Quel che si sa è che Giovanni Gallucci Romano spunta da una famiglia da tempo immemore finita nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini sono condotte dal maggiore Michele D’Agosto, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, e dal luogotenente Ferdinando De Solda, responsabile della tenenza di Casalnuovo.
A margine di questa storia c’è da riferire un episodio che lascia interdetti. Poco dopo l’agguato uno zio della vittima ha picchiato un estraneo che stava curiosando sul posto per osservare le fasi concitate dei soccorsi. L’uomo è finito all’ospedale. I due si conoscono. Pare che la rissa sia scoppiata per vecchie ruggini.

