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Caivano. In 20mila sostengono don Patriciello nella sua lotta contro le ecomafie

Una catena umana lunga 3 Km legata alla croce sostenuta da don Maurizio Patriciello ha occupato il centro di Caivano partendo dalla parrocchia del Parco Verde. LE FOTO

Caivano ore 18 e 30 di domenica 19 ottobre 2012,raggiungiamo il Parco Verde provenendo dall’asse mediano, al primo incrocio una donna vende sigarette di contrabbando sul marciapiede, le chiediamo della parrocchia di Don Maurizio, con un sorriso ci indica di seguire il fiume di persone che da ogni traversa si immette sul vialone principale che porta alla piccola chiesa. Decine di uomini in giallo fluorescente cercano di mettere ordine in quella marea umana che spinge per raggiungere la chiesa,i veicoli della Polizia sono letteralmente sommersi da persone che si accalcano,hanno in mano striscioni artigianali e foto di defunti, sembra di essere in sud America o in Messico, invece siamo nell’immediata periferia di Napoli la più meridionale delle città Europee. Solo facendo vedere la fotocamera raggiungiamo un punto laterale del Santuario dal quale vediamo don Maurizio che insieme ad altri sacerdoti è pronto per dire messa.

Fuori la gente aspetta in religioso silenzio,anche i bambini fanno i bravi. Si discute del perché e il percome montagne di rifiuti prendono fuoco quotidianamente senza che nessuno muova un dito. Un giovane ci racconta che tutte le mattine si sveglia e apre la finestra sul campo Rom e vede i resti degli incendi notturni, una cappa di fumo grigio avvolge la zona. Crede che l’area a nord di Napoli sia la più inquinata al mondo, non ha mai visto il Nolano o il Vesuviano, realtà di cui ignora totalmente l’esistenza. Non abbiamo il tempo per presentare la cartina del disastro ambientale che strangola la Campania che un gruppo di donne vestite di rosso attira la nostra attenzione: sono arrivate le Mamme Vulcaniche da Terzigno. Armate di grossi striscioni rossi occupano subito la testa del corteo che si sta già formando, il loro entusiasmo contagia tutti i presenti che incominciano ad incolonnarsi dietro il grosso striscione rosso che hanno portato,gli organizzatori hanno un bel da fare per mettere in testa al corte un gruppo di bambini con lo striscione della Terra dei Fuochi.

Finalmente alle 19,30 don Maurizio con passo veloce e scortato da giovani fedeli si avvia alla testa della manifestazione, è un turbinio di flash e telecamere come se fosse arrivato una star del cinema, la colonna si mette in marcia e le prime file sono occupate dagli uomini della Digos che invece di fare ordine pubblico marciano insieme alla gente per protestare contro i roghi tossici. Gli scontri di Roma fra studenti e Polizia della settimana scorsa visti da qui sembrano appartenere ad un altro pianeta, a Caivano la Polizia è schierata con la povera gente senza se e senza ma. Da subito il dispositivo traffico messo su dalla Polizia Locale va in tilt,la gente è troppa e non si riesce ad arginarla un vero fiume in piena investe le strette strade della città vecchia. Al passaggio del corteo con alla testa don Maurizio che regge la Croce, come un moderno Gesù Cristo, la gente espone lenzuola bianche con scritte fatte con lo spray che denunciano i criminali che inquinano quella che gli antichi avevano definito “Campania Felix” .

Solo dopo 3,5 km di percorso la Polizia avverte il Vice Questore al fianco di don Maurizio che la coda del corteo aveva appena lasciato la chiesa stimando una partecipazione di circa 20.000 persone fra uomini, donne e bambini, alcuni organizzatori azzardano anche oltre 30.000 persone, ricordando che la protesta contro la costruzione del locale CDR nel 1998 aveva avuto uno strepitoso successo con oltre 5000 presenze. Questo giovane parroco dal fisico esile, alto come uno spilungone, originario della vicina Frattamaggiore, ha fatto il miracolo di scuotere le coscienze della gente.

“Questa pioggia – dice – sono le lacrime dei poveri contro l’arroganza e lo strapotere dei forti . Noi diciamo basta: basta alle morti per tumori che colpiscono tutti, indistintamente, poveri e ricchi”; si è sacrificato al dio denaro l’ambiente, nessuno ha controllato, è venuto il momento di cambiare” . Questo grida alla sua gente, in solitudine, i politici che affollavano le prime file in chiesa hanno preferito astenersi dal camminare sotto la pioggia, assenti anche i rappresentanti dello stato, solo un delegato della Prefettura di Napoli ha portato il saluto del governo, assente anche la Chiesa che ha visto trattenere Vescovi e Cardinali in precedenti impegni. A sostenere questo giovane parroco che non si piega alle minacce del clan solo la gente comune e uno sparuto drappello di poliziotti impegnati a sostenere anche loro la croce.

Il corteo si scioglie nella villa comunale, la gente saluta facendosi il segno della croce all’indirizzo del legno ancora stretto nelle mani di don Maurizio, il loro silenzio sembra rimbalzare e amplificarsi sempre di più, come il tuono dopo il lampo,peccato che la stampa nazionale e locale non abbia dato spazio a questa piccola rivoluzione, fatta esclusione per poche testate giornalistiche, il lunedì mattina era più interessante parlare di sport.

Se anche una realtà dura come quella di Caivano è riuscita ad incrinarsi significa che tutti possono cambiare, è solo questione di volontà. Grazie don Maurizio.

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